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Affitti - Locazioni

IMMOBILI COMMERCIALI

AFFITTARLI NON È UN’IMPRESA: ECCO COME FARE

Chi necessita di un immobile commerciale, nella maggior parte dei casi, preferisce affittarlo anziché acquistarlo. L’affitto rappresenta infatti una soluzione più prudente per un’impresa, soprattutto in un periodo di forte incertezza economica come quello attuale.

La prima scelta da fare nel caso si disponga di un immobile commerciale da concedere in locazione riguarda il canale di ricerca del cliente: ci si può affidare a un’agenzia immobiliare oppure cercarlo in maniera autonoma. In quest’ultimo caso il miglior alleato è il web: bastano pochi minuti per inserire un annuncio nei siti di settore, ma anche in siti generalisti.
Attenzione, però, a non essere superficiali.
Per essere efficace, infatti, un annuncio deve essere completo e fornire tutte le informazioni che possono interessare il potenziale affittuario. Massima cura, quindi, per le foto. Non solo vanno inserite, ma devono essere di qualità. In questo senso può venire in aiuto l’home staging, una vera e propria disciplina che ha lo scopo di perfezionare le ambientazioni degli immobili in affitto o in vendita così da attirare i clienti. Come si intuisce dal nome, l’home staging è diffuso soprattutto per gli immobili residenziali (quindi per le case), ma i suoi dettami possono essere applicati anche agli immobili commerciali. Dove l’estetica è tradizionalmente meno curata, ma proprio per questo motivo può rappresentare un vantaggio competitivo rispetto ad altri annunci.

Una volta individuato l’affittuario, è consigliabile farsi affiancare da un esperto al momento della stipula del contratto. Ci sono infatti una serie di normative da rispettare, come ad esempio la durata minima della locazione per la prima sottoscrizione. Mai dimenticarsi, poi, della cauzione, con la quale il titolare del bene si tutela da eventuali mancati pagamenti. Ed è fondamentale, infine, informarsi a dovere su quali siano gli oneri a carico del proprietario e quelli a carico invece di chi affitta l’immobile commerciale, sia dal punto di vista fiscale che da quello dei consumi energetici o della manutenzione.

di Giovanni Marrucci

letto su immobiliare.it

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AFFITTARE CONVIENE SEMPRE

La prima cosa da fare per chi ha questo dubbio è tranquillizzarlo sulla convenienza dell’affitto. E per farlo partiamo sempre da dati oggettivi.
Congiuntura “astrale” favorevole:

Il mercato immobiliare presenta 3 condizioni particolarmente favorevoli per gli investitori:
• valori delle case ridotti del 20-30%
• Tassi sui mutui ai minimi storici
• canoni degli affitti che tornano a salire, complice soprattutto l’aumento di richieste per soggiorni di breve periodo.

A questo si unisce una quanrta cvondizione: le scarse alternative.
Un’altra condizione favorevole per pensare di investire nel mattone, infatti, è data dalla bassa redditività che offrono oggi i mercati finanziari, non offrendo, di fatto, una valida alternativa all’investimento immobiliare.

Detto quindi che ho investito nel mattone e ho un bene da mettere in affitto, come lo affitto?
Il dilemma attuale più che mai è: lo affitto con un contratto a lungo termine o con i tanto idi moda affitti brevi?

Contratto tradizionale: 5 benefici per il proprietario:

1. Certezza del canone per l’intero anno: una delle incertezze legate all’affitto breve è quella dell’occupazione, ovvero se si riesce ad occupare la casa per l’intero periodo o se ci saranno giorni, settimane o addirittura mesi in cui la casa rimarrà senza ospiti.
2. Spese condominiali e tasi a carico dell’inquilino: se c’è un inquilino che vive stabilmente nella casa le spese condominiali, così come la tassa sui rifiuti (solitamente per contratti di durata superiore a sei mesi) sono a carico dell’inquilino stesso. Queste spese, quindi, che altrimenti rimarrebbero a carico della proprietà, vengono sostenute dall’intestatario del contratto, lasciando il canone percepito come reddito al netto di tali spese.
3. Utenze intestate e a carico dell’inquilino: stesso discorso vale per le spese di luce, acqua, gas, canone Rai, insomma tutte le utenze che, nella maggior parte dei contratti a lunga durata, sono intestate direttamente all’inquilino, delegando di fatto a questi l’onere del pagamento. Anche per questo aspetto il canone versato mensilmente dall’inquilino è netto, da questa cifra non si dovranno scalare tali spese.
4. Agevolazione Imu per residenza inquilino: la maggior parte dei comuni italiani prevede un’aliquota Imu agevolata per i proprietari che affittano l’immobile con un contratto abitativo residenziale, meglio se concordato, ad un inquilino che lo utilizza come abitazione principale, ovvero vi prende la residenza (condizione essenziale affinché il proprietario possa usufruire dello sconto). Parliamo spesso di un risparmio consistente, mediamente un -25%.
5. Possibilità di una minore pressione fiscale: prendendo in considerazione di affittare l’alloggio con un contratto a lungo termine, potrò sicuramente valutare a convenienza del contratto a canone concordato. In questo caso potrò applicare la cedolare secca al 10%, contro il 21% previsto sui contratti brevi. Un modo per ridurre, indubbiamente, il prelievo fiscale sul reddito percepito e garantire un rendimento.

i 5 plus di un affitto breve:
1. Evitare i rischi normalmente connessi ai tradizionali contratti di locazione: il pagamento avviene di solito in anticipo. La morosità dovrebbe essere scongiurata. E la morosità,. Sappiamo bene, è il rischio principale che scoraggia spesso molti proprietari a mettere a reddito il proprio immobile. Un rischio di morosità che si allarga anche alle spese condominiali, ad esempio, che per affitti brevi verrebbero in ogni caso pagate dal proprietario e in qualche modo incluse nella cifra totale richiesta.
2. La velocità con cui posso ritornare in possesso del bene: impegnarsi per pochi giorni vuol dire poter facilmente cambiare idea. Se la casa dovesse poi servire per scopi personali non devo preoccuparmi del rispetto del contratto in essere e posso quindi nel giro di poco disporne per altre necessità. In un contratto tradizionale il proprietario può dare disdetta solo in occasione delle scadenze contrattuali e nel caso della prima scadenza (per esempio i primi 4 anni) solo per uno dei motivi previsti espressamente dalla legge.
3. I guadagni.. punto cruciale, diremo! Affittando con contratti brevi si può raggiungere un guadagno che supera in media di 10/15% i canoni di affitto richiesti sul mercato per contratti a lungo termine. Considerando ad esempio un bilocale a Firenze che in media in una zona centrale può arrivare a costare in media sui 720 euro con garage, potrebbe essere affittato giornalmente sui 100 euro e più a seconda della stagione e del numero di posti letto esatto. Con incognita di capienza e guadagno netto visto sopra.
4. Strategia/Lungimiranza: per chi è sta cercando di vendere la casa, l’affitto breve risulta una soluzione utile e redditizia. I tempi di attesa per riuscire a vendere un immobile sono ben oltre i sei mesi, un tempo in cui si può mettere a frutto il bene e continuare a guadagnare. Magari il futuro proprietario potrebbe essere invogliato proprio da questo business e decidere di comprare per metterlo a suo volta a reddito con i canali già avviati.
5. Maggiore spensieratezza: valutando di far gestire l’affitto a professionisti del settore, il proprietario potrebbe godere dei bonifici ricevuti periodicamente, senza conoscere gli inquilini a cui la casa viene concessa, né occuparsi direttamente del pagamento della provvigione, concordando un forfait che verrà direttamente trattenuto spesso dai canoni percepiti. Non dovrà neanche gestire richieste di varie riparazioni, ammodernamenti e migliorie che un inquilino che si ferma solo qualche giorno non potrà neanche avere il tempo di concepire.

Fonte: blogaffitto

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AFFITTI BREVI

la scadenza per la comunicazione dei dati slitta al 20 agosto 2018


Con un provvedimento del 20 giugno, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza per la comunicazione telematica al Fisco dei dati relativi agli affitti brevi conclusi nel 2017 dal 30 giugno al 20 agosto 2018.

Il provvedimento, emanato d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, ha prorogato al 20 agosto prossimo il termine per l’invio delle informazioni. In questo modo i soggetti interessati avranno più tempo per comunicare i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite, ovvero il nome, cognome e codice fiscale del locatore, la durata del contratto, l’importo del corrispettivo lordo e l’indirizzo dell’immobile.

I soggetti che devono comunicare queste informazioni sono quelli che esercitano attività di intermediazione immobiliare, compresi quelli che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

Letto su Idealista.it

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RIPRESA DEL MERCATO DEGLI AFFITTI

Tecnocasa, riparte il mercato delle locazioni (Report)
di G.I. 28 Maggio 2018

Nel 2017 si conferma la ripresa del mercato degli affitti: i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +3,6% per i monolocali, +3,0 per i bilocali e +2,7% per i trilocali. Su tutte le tipologie si vede un segnale positivo, attribuibile prevalentemente ad una diminuzione dell’offerta e ad una migliore qualità della stessa. E' quanto emerge da uno studio Tecnocasa.

Tra le città che hanno registrato l’aumento dei canoni più elevato ci sono Bologna (+9,0%, +9,6% e +7,4%) e Milano (+5,9%, +5,8% e +5,4%). Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato (soprattutto in quelle realtà dove sta crescendo il fenomeno degli affitti turistici) e la migliore qualità della stessa. Infatti i potenziali locatari sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, ovvero ben arredate, posizionate in zone servite e luminose.

Cresce l’interesse per gli immobili arredati o parzialmente arredati. La presenza del riscaldamento autonomo è apprezzata perché consente una riduzione dei costi condominiali. I proprietari stanno recependo questa esigenza e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in miglioramento.

Abbastanza invariata, nell’anno, la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 56,8% cerca la casa principale, il 37,2% lo fa per motivi legati al lavoro e il 6,0% per motivi legati allo studio. In lieve aumento la componente lavorativa e in ribasso la percentuale di chi ricerca la casa in affitto per scelta abitativa. Anche in questo anno tra coloro che hanno alimentato la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito; a questi si aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede. Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo coloro che hanno la possibilità verso l’acquisto della casa. Una conseguenza di quanto detto sopra è la crescita del contratto a canone transitorio che passa da 13,7% del 2016 a 16,9% nel 2017. Anche il canone concordato è in aumento portandosi a 27,3% trovando consensi tra proprietari ed inquilini.

L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 42,9% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 41,9% è rappresentato da single.

Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,1%), a seguire il trilocale (35%).


Articolo letto su Monitorimmobiliare.it

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