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Affitti - Locazioni

RISOLUZIONE CONTRATTO DI LOCAZIONE

Prima dello scadere naturale di un contratto di locazione le due parti possono accordare  la sua risoluzione anticipata e consensuale. Al pari del contratto di locazione anche la risoluzione deve avere una forma scritta e deve essere registrata. 

Sebbene non ci siano particolari vincoli di legge alla risoluzione consensuale di un contratto di locazione, è importante che questa avvenga in forma scritta e che debba essere registrata presso lo stesso ufficio dove è avvenuta la registrazione del contratto,  utilizzando l'apposito RLI debitamente compilato.

Per la registrazione della risoluzione anticipata è dovuta un'imposta di registro nella misura fissa di 67 euro e deve essere versata entro 30 giorni: utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia (software RLI o RLI-web) tramite richiesta di addebito su conto corrente; con il modello F24 Elementi identificativi, utilizzando il codice tributo 1503.

L’imposta di registro per la risoluzione del contratto non è dovuta se tutti i locatori hanno optato per il regime della cedolare secca.

Letto su Idealista.it

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Millennials: il 96% desidera investire nel mattone

I giovani oggi affittano appartamenti in condivisione per non essere vincolati a un luogo fisso, ma quando pensano al futuro si immaginano di vivere in una casa di proprietà. È quanto emerge dalle 2500 risposte degli studenti universitari intervistati da Uniplaces.

Per una generazione abituata a viaggiare e pronta a trasferirsi in un’altra città per cogliere potenziali opportunità lavorative, l’affitto risulta nell’immediato la soluzione più pratica. Il 35% evidenzia che vivere in affitto inoltre consente a un giovane di abitare in zone centrali della città che sarebbero altrimenti inavvicinabili. Per gli studenti, un altro dei vantaggi dato dalla locazione è la possibilità di condividere l’esperienza con altre persone: il 78% dichiara infatti di essere felice di avere più coinquilini.

Per quanto riguarda i costi, il 46% afferma di essere disposto a spendere tra i 200 e i 300 euro per una stanza in appartamento condiviso, mentre il 29% si spinge fino a 400 euro; il 14% è pronto a spendere anche di più.

Se viene presa in considerazione la dimensione temporale, lo scenario cambia radicalmente. L’affitto in condivisione, visto come la scelta perfetta per studenti e giovani lavoratori, non è considerato una soluzione a lungo termine: il 79% degli intervistati prevede infatti di trovare una sistemazione diversa entro i 30 anni. Raggiunta quell’età, anche i Millennial ambiscono a trovare una maggiore stabilità che si traduce nel desiderio di comprare casa. Solo il 4% dichiara di non essere interessato ad avere una casa di proprietà.

Il 17% degli intervistati spera di riuscire a permettersi l’acquisto entro i 30 anni, mentre il 47% crede di poterlo fare tra i 31 e i 35 anni. Secondo il 31% il momento dell’acquisto non arriverà prima dei 36 anni.

I Millennial considerano il mattone un buon investimento per i propri risparmi (32%) e sono convinti che, nel lungo periodo, comprare casa si rivelerà più economico che affittare (32%). La maggioranza degli intervistati punta a finanziare l’acquisto con un mutuo (79%): il 16% si aspetta di poterlo estinguere in meno di 10 anni, il 25% pensa che ne serviranno fino a 15, mentre il 21% fissa il proprio orizzonte temporale a 20 anni. Il 32% crede invece che occorrerà ancora più tempo. Il canone mensile che i giovani si aspettano di dover pagare per il mutuo va dai 300 ai 400 euro secondo il 25% degli intervistati, mentre un altro 25% alza la stima a 500 euro. Il 31% prevede invece che la cifra sarà più alta.

 Fonte: monitorimmobiliare.it

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NOVITA ' SANZIONI RISOLUZIONE CEDOLARE SECCA

L’agenzia delle Entrate chiarisce il regime sanzionatorio per ritardi in cedolare secca.

Con la Risoluzione 115/E del 1° settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito un importante chiarimento riguardante l’applicazione della sanzione (recentemente introdotta dal Decreto Legge 193/2016 e in vigore dal 3 dicembre scorso) per tardiva proroga di un contratto in cedolare secca o per tardiva risoluzione di un contratto nel medesimo regime fiscale. Una novità che in realtà è un’interpretazione puntuale della norma che prevede, sempre, degli “sconti” in caso di ravvedimento operoso, ovvero di adesione spontanea dei contribuenti a regolarizzare situazioni di ritardi.

Come sappiamo (si veda a riguardo l’articolo), le sanzioni per tardiva proroga o risoluzione in cedolare secca sono attualmente le seguenti:
• 50 euro in caso di ritardo non superiore a 30 giorni
• 100 euro in caso di ritardo superiore a 30 giorni

Ora, con la Risoluzione 115/E l’AdE chiarisce che a tale sanzione può essere applicato

il ravvedimento operoso

(sempre nei casi in cui questo è contemplabile, dunque non a seguito di accertamento), con la conseguenza che facendo due conti le sanzioni possono essere schematizzate come di seguito:

• entro 14 giorni di ritardo: 0,334 euro per ogni giorno di ritardo (ovvero 1/15 di 1/10 della sanzione di 50 euro)
• tra i 15 e i 30 giorni di ritardo: 5 euro (ovvero 1/10 della sanzione di 50 euro)
• entro 90 giorni di ritardo: 11,12 euro (ovvero 1/9 della sanzione di 100 euro)
• entro 1 anno di ritardo: 12,5 euro (ovvero 1/8 della sanzione di 100 euro)
• entro 2 anni di ritardo: 14,29 euro (ovvero 1/7 della sanzione di 100 euro)
• oltre 2 anni di ritardo: 16,67 euro (ovvero 1/6 della sanzione di 100 euro)

Oltre alla sanzione, come in ogni caso di ravvedimento operoso, andranno pagati anche gli interessi, calcolati sulla base della sanzione (dunque dei 50 o 100 euro) in ragione dei giorni di effettivo ritardo e del tasso di interesse legale applicabile.

Esempio:

un contratto libero di 4 anni + 4, con decorrenza dal 01/07/2014 con cedolare secca e canone annuale di 630 euro. Entro il 31/07/2017 andava comunicata, presso l’agenzia delle entrate, la proroga dei contratti per i successivi 4 anni.
Quanto paga ora il proprietario?
Se dovesse recarsi domani, 08/09/2017 all’Ade per la registrazione pagherebbe la sanzione calcolata su 39 giorni; quindi 11,12 euro (nella categoria entro 90 giorni) e gli interessi di 0,01 euro sui 100 euro dovuti con 38 giorni di ritardo.

Per quanto riguarda i codici tributo da utilizzare in caso di pagamento tramite modello F24 Elide, l’Ade non ha fornito specifiche indicazioni.

Tuttavia possiamo dedurre che siano applicabili i seguenti:
• per la sanzione - “1511” denominato “LOCAZIONE E AFFITTO DI BENI IMMOBILI – Sanzione per mancata comunicazione di proroga o risoluzione del contratto soggetto a cedolare secca”.
• per gli interessi: - “1510” denominato “LOCAZIONE E AFFITTO DI BENI IMMOBILI – Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi”.

Va specificato che tali sanzioni ridotte sono applicabili anche per proroghe o risoluzioni riferibili al periodo precedente il giorno 1 settembre (data di pubblicazione della Risoluzione 115/E), dal momento che non si tratta di novità normativa ma di semplice interpretazione di normativa esistente da parte dell’AdE.

Con la medesima Risoluzione, inoltre, l’AdE ha inteso dirimere (opportunamente) un’altra questione riguardante la proroga di un contratto in cedolare secca:

la necessità di inviare o meno una nuova raccomandata al conduttore contenente la rinuncia all’aggiornamento del canone.

A tale riguardo l’AdE specifica che (pag. 3 della Risoluzione): “Tale comunicazione, integrando il contenuto del contratto, è necessaria solo se la rinuncia all'aumento del canone non sia già stata prevista nel contratto stesso (cfr. circolare del 4 giugno 2012, n. 20/E, par. 9).

Nel caso, quindi, di proroga di un contratto che contenga già la rinuncia all’aumento del canone, il locatore non deve inviare alcuna comunicazione in tal senso mediante raccomandata”
In definitiva, stando a quanto sopra riportato possiamo prevedere due casi con differenti conseguenze in termini di necessità di invio raccomandata alla proroga:
1) Opzione cedolare con rinuncia all’aggiornamento del canone inserita in contratto: al momento della proroga per confermare l’opzione cedolare non sarà necessario inviare alcuna raccomandata al conduttore;
2) Opzione cedolare con rinuncia all’aggiornamento del canone inviata al conduttore tramite raccomandata A.R.: al momento della proroga per confermare l’opzione cedolare sarà necessario inviare una nuova raccomandata al conduttore.

Articolo letto su Blogaffitti.it

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CASA INAGIBILE IN LOCAZIONE

L’affittuario che si trovi ad abitare un immobile privo di agibilità ha due scelte, in base alla gravità della situazione (si pensi a un appartamento interessato dalla presenza, più o meno tollerabile a seconda dei casi, di muffe):

Se la situazione è talmente grave da rendere l’appartamento non vivibile, e il danno è causato da un vizio proprio dell’immobile a cui il proprietario non vuole porre rimedio, l’inquilino può inviare una raccomandata a/r per lasciare subito l’immobile, e contestare il grave vizio della cosa locata.
Se la situazione è grave, ma l’immobile non è del tutto inagibile, l’inquilino può inviare la disdetta, sempre rispettando i termini di preavviso previsti dal contratto di locazione.

LETTO SU LALEGGEPERTUTTI.IT

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AFFITTI PER STUDENTI

Una crescita del 4%

Milano la città più costosa, a Firenze rincari record

Italia • Ancora in aumento gli affitti per gli studenti fuori sede. In Italia nel 2017 si spende il 4% in più rispetto a un anno fa, per una media di 416 euro al mese per una camera singola. A dirlo è una rilevazione di Immobiliare.it. Il record è detenuto da Milano con 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola. Gli aumenti più elevati, invece, si registrano a Firenze, dove i canoni sono aumentati in un anno del 13-14%. (Il Sole 24 Ore)

letto su Monitorimmobiliare.it

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