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Affitti - Locazioni

PIU' ATTENZIONE AL DISAGIO ABITATIVO

Per contrastare il disagio abitativo non basta la cedolare secca
di Daniele Barbieri, Segretario generale del SUNIA 9 Novembre 2017

Il Disegno di Legge di Bilancio 2018, continua ad ignorare il gravissimo disagio abitativo cancellando per il terzo anno consecutivo il Fondo di sostegno all’affitto dopo aver ridotto di 13 milioni di euro il fondo 2017 per la morosità incolpevole. Nel frattempo continuano ad aumentare gli sfratti per morosità e le domande di case popolari senza risposte.

Non si può far finta di pensare che la conferma della cedolare secca al 10% per i contratti concordati sia sufficiente ad affrontare una situazione che rischia di finire fuori controllo.

Almeno due misure sono indispensabili per attenuare il disagio ed avviare una politica abitativa in grado di dare una risposta alla domanda debole:

-Un piano decennale di edilizia pubblica e sociale per dare risposte strutturali alla domanda di alloggi in affitto a canoni sostenibili

-Un adeguato rifinanziamento del Fondo di sostegno all’affitto in grado di intervenire in via preventiva sulle difficoltà delle famiglie evitando di farle cadere in morosità.

E’ questa la strada che chiediamo di imboccare al Parlamento se realmente si vogliono “introdurre misure per il contenimento dei canoni delle locazioni abitative” come recita il parere al Disegno di Legge di Bilancio della Commissione ambiente del Senato.

Fonte: Dichiarazione segretario generale SUNIA letta su Monitorimmobiliare.it

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COMUNICATO STAMPA CONFEDILIZIA

UFFICIO STAMPA

CONFEDILIZIA: LA CEDOLARE SUGLI AFFITTI ABITATIVI TRAINA LE ENTRATE E ABBATTE L'EVASIONE, ORA ESTENDERLA A QUELLI COMMERCIALI

A partire dall'introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi, l'evasione tributaria (tax gap) è diminuita del 42% e la propensione all'inadempimento si è ridotta del 40%.

È quanto emerge dal "Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva", allegato alla nota di aggiornamento del Def.

In particolare, tra il 2010 ed il 2015 il tax gap è passato da 2,3 a 1,3 miliardi di euro, mentre la propensione al gap è scesa dal 25,3% al 15,3%.

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha dichiarato:

"Ora ci sono le prove. La cedolare secca sugli affitti abitativi da parte di persone fisiche - per anni proposta da Confedilizia e finalmente varata nel 2011 - ha pienamente centrato uno degli obiettivi che si prefiggeva, quello di ridurre l'evasione fiscale. In pochi anni - ci dice il Mef - si è quasi dimezzata sia l'entità delle somme sottratte al fisco sia la propensione all'inadempimento, recuperandosi circa un miliardo di euro. Inoltre, i numeri certificano che, negli ultimi anni, questo è l'unico comparto nel quale la tax compliance è cresciuta.

La cedolare si impone anche per ragioni di equità, anzitutto per compensare almeno in parte il forte carico di tassazione patrimoniale che gli immobili locati subiscono con Imu e Tasi. Questi dati dovrebbero finalmente convincere Parlamento e Governo ad estendere la tassazione sostitutiva agli affitti non abitativi, a partire da quelli di negozi e uffici. Le risorse le offre proprio il recupero di evasione ottenuto con la cedolare nel settore abitativo. Adesso, davvero, non ci sono più scuse".

Letto su sito Confedilizia

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CONSEGUENZE DELL'AFFITTO IN NERO

Sul tema dell’affitto in nero, ossia con contratto non scritto e non registrato all’Agenzia delle Entrate, è intervenuta l’anno scorso la Cassazione con una importantissima sentenza.
La Corte ha detto che tutte le prestazioni eseguite in esecuzione di un contratto nullo vanno restituite in quanto «non dovute». Un principio, questo, che vale anche nel caso di locazione a uso abitativo o a uso commerciale. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa succede in caso di affitto senza contratto scritto e se è possibile lasciare l’appartamento, evidentemente senza dare il preavviso e, soprattutto, senza rispettare i termini di scadenza previsti verbalmente tra le parti.

Se il principio generale sposato dal nostro ordinamento è quello della cosiddetta «libertà negoziale» ossia della libera forma per i contratti (con la conseguenza che le parti possono validamente stipulare accordi anche con una semplice stretta di mano), in materia di affitto non è così. Una legge speciale [2] stabilisce infatti che il contratto di locazione non registrato è nullo. Significa che è come se non esistesse affatto. Con due importanti conseguenze:

tutti gli obblighi e le prestazioni non eseguite spontaneamente non possono essere ottenute con l’intervento del giudice; ad esempio, se l’inquilino non paga l’affitto, il padrone di casa non può richiedere nei suoi confronti un decreto ingiuntivo perché il giudice non gli darebbe ragione;tutte le prestazioni eseguite vanno restituite: così i canoni di affitti corrisposti in passato vanno rimborsati all’inquilino.

Di tanto abbiamo parlato nell’articolo: Affitto non registrato della casa: il canone va restituito. Con parole più tecniche – e forse meno comprensibili per i non esperti – la Cassazione ha detto che «in tema di locazione, nessuna norma dà rilievo a un rapporto di fatto; pertanto quanto versato dal conduttore in forza di un contratto nullo costituisce un indebito oggettivo che, come tale, trova disciplina nel codice civile [3] secondo cui “chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato”. E sarà onere del locatore chiedere e provare il danno da lui patito o l’ingiustificato arricchimento da parte del conduttore».

Le conseguenze di tale pronuncia si riversano innanzitutto sui tempi di durata dell’affitto. Non avendo alcun valore l’intero contratto, non lo avrà neanche la clausola relativa al rispetto della scadenza. Risultato: l’inquilino può lasciare l’appartamento in qualsiasi momento, senza dover né dare preavviso, né rispettare il termine finale. Chiaramente, in una situazione del genere, difficilmente il padrone di casa potrà agire nei suoi confronti, salvo riesca a dimostrare di aver subito un danno documentabile.

La seconda conseguenza della sentenza in commento riguarda proprio i canoni di affitto che, per il periodo in cui il contratto non è stato registrato, andranno restituiti al conduttore.

Fonte: laleggepertutti.it

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AFFITTI BREVI - CHIARIMENTI AGENZIA ENTRATE

L'Agenzia delle Entrate ha diffuso attraverso il proprio sito alcuni chiarimenti diretti agli intermediari e ai portali online sulle nuove regole per le locazioni brevi.

I punti centrali della circolare 24 E riguardano i contratti a cui si applica la nuova disciplina sulle locazioni brevi, gli attori coinvolti, intermediari e locatori, le comunicazioni necessarie dei dati relativi ai contratti.

Secondo quanto previsto dalla manovra correttiva 2017, ai redditi che derivano dai contratti di locazione breve, stipulati da giugno 2017, può applicarsi, su opzione del locatore, il regime della cedolare secca con l'aliquota del 21%. Sono considerate locazioni brevi quelle di durata inferiore a 30 giorni, anche per finalità turistiche. Il termine deve essere considerato in relazione ad ogni singolo contratto, anche nel caso di più contratti stipulati nell'anno dalle stesse parti. Le nuove norme si applicano esclusivamente ai contratti stipulati tra persone fisiche che agiscono al di fuori dell'attività di impresa.

Quanto agli immobili, restano fuori dalle nuove regole quelli situati all'estero e quelli che non hanno finalità abitative: la locazione deve quindi riguardare unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 e le relative pertinenze, oppure singole stanze dell'abitazione. Restano invece fuori i contratti che includono servizi non necessariamente correlati con la finalità residenziale dell'immobile, come per esempio la colazione, la somministrazione dei pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche. La circolare chiarisce inoltre che non è richiesta l'adozione di un particolare schema contrattuale.

Le ritenute si applicano ai canoni e ai corrispettivi derivanti da contratti stipulati a partire da giugno 2017. Gli intermediari erano quindi tenuti a versarle entro il 16 luglio 2017. Tuttavia, nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente e tenendo conto delle iniziali difficoltà incontrate dagli operatori, gli uffici dell'Agenzia potranno escludere le sanzioni per l'omessa effettuazione delle ritenute fino all'11 settembre 2017. Resta in ogni caso fermo l'obbligo di comunicazione dei dati dei contratti stipulati a partire da giugno 2017 poiché l'adempimento deve essere effettuato nel 2018.

Le nuove regole riguardano tutti i soggetti attraverso i quali vengono stipulati contratti di locazione breve, a prescindere dal fatto che siano residenti o abbiano una stabile organizzazione in Italia. Non rilevano né la forma giuridica del soggetto che intermedia né la modalità con cui l'attività è svolta. La ritenuta va operata sull'intero importo indicato nel contratto di locazione breve che il conduttore è tenuto a versare al locatore. In ogni caso la materiale disponibilità delle somme impone all'intermediario di effettuare il prelievo del 21% a titolo di ritenuta da versare all'erario. In caso di pagamento tramite assegno bancario intestato al locatore, l'intermediario, non avendo la materiale disponibilità delle risorse finanziarie, non è quindi tenuto a trattenere la ritenuta, anche se l'assegno è consegnato al locatore per il suo tramite.

Letto su monitorimmobiliare.it

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LOCAZIONI COMMERCIALI

Fiaip: Necessario estendere la cedolare secca agli affitti non abitativi

Il comparto delle locazioni commerciali è ormai allo stremo e gli investitori si sono allontanati da tempo da questo tipo di investimento, per questo motivo Fiaip ritiene che il Governo non possa perdere l’opportunità di inserire la norma all’interno della Legge di stabilità.

Estendere la cedolare secca anche agli affitti non abitativi è una scelta necessaria per ridare fiato al mercato dei locali commerciali e promuovere gli investimenti in questo settore. Da anni sosteniamo che l’applicazione della cedolare secca avrebbe comportato benefici sia in termine di lotta alle sacche di evasione sia alla piccola proprietà immobiliare. Oggi grazie alla ricerca effettuata da Confedilizia possiamo affermare che l’introduzione della cedolare ha realmente contribuito alla crescita del mercato delle locazioni.

Dopo essersi battuta per l’applicazione della cedolare secca per i contratti d’affitto ad uso abitativo per le persone fisiche, Fiaip persegue da anni l’estensione della misura al settore terziario, insieme alla liberalizzazione delle durate dei contratti commerciali, oggi ancora vincolati ad un minimo di sei anni.

Fonte: monitorimmobiliare.it

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