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News - Approfondimenti

MUTUI IN VALUTA ESTERA

Un istituto finanziario che concede un mutuo espresso in valuta estera deve fornire al mutuatario informazioni sufficienti a consentirgli di assumere la propria decisione con prudenza e piena consapevolezza.

A stabilirlo è una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea dopo aver esaminato il caso di alcuni mutuatari, che all’epoca percepivano i loro redditi in lei rumeni.

I mutuatari, che avevano sottoscritto con la banca rumena Banca Româneasca mutui espressi in franchi svizzeri, si impegnavano a rimborsare le rate mensili dei crediti in franchi e accettavano di assumersi il rischio connesso alle eventuali fluttuazioni del tasso di cambio.

A seguito di una variazione considerevole del tasso di cambio, i mutuatari si sono rivolti alla giustizia sostenendo che, al momento della sottoscrizione dei contratti, la banca non abbia spiegato loro con chiarezza i potenziali rischi.

Alla luce di questa prassi della banca, i mutuatari hanno chiesto che la clausola, in base alla quale il credito deve essere rimborsato in franchi senza tener conto dell’eventuale perdita che i mutuatari possono subire a causa del rischio di tasso di cambio, venisse dichiarata abusiva e non vincolante per gli stessi, conformemente a quanto prevede una direttiva dell’Unione Europea.

La Corte ha constatato che il suo carattere abusivo può essere esaminato alla luce della direttiva soltanto nel caso in cui essa non sia stata formulata in modo chiaro e comprensibile.

Spetta pertanto al giudice nazionale verificare se il consumatore sia stato informato dell’insieme degli elementi idonei a incidere sulla portata del suo impegno e che gli consentono di valutare il costo totale del suo mutuo.

Fonte: Monitorimmobiliare.it

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REDAZIONE TABELLE MILLESIMALI

Su specifiche richieste, la Cassazione si è  pronunciata in merito alle modalità del calcolo dei millesimi ricordando, inanzitutto, che  "il giudice investito della domanda di revisione delle tabelle millesimali deve computare i valori di tutte le porzioni, tenendo conto di tutti gli elementi oggettivi (superficie, altezza di piano, luminosità, esposizione) che incidono sul valore effettivo di esse".

Pertanto, hanno stabilito il seguente principio di diritto: "ai fini della redazione delle tabelle millesimali di un condominio, per determinare il valore di ogni piano o porzione di piano occorre prendere in considerazione sia gli elementi intrinseci dei singoli immobili oggetto di proprietà esclusiva che gli elementi estrinseci, nonché le eventuali pertinenze delle proprietà esclusive, in quanto consentono un migliore godimento dei singoli appartamenti al cui servizio ed ornamento sono destinati in modo durevole, determinando un accrescimento del valore patrimoniale dell'immobile".

Cassazione, ordinanza nr. 21043/2017

Notizia tratta da newsletter giuridica Studio Cataldi

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DETRAZIONE SPESE CONDOMINIALI

Percentuale ed interventi

Secondo quanto previsto per l’anno 2017, le spese condominiali sono considerate detraibili. La possibilità di fruire dell’agevolazione fiscale è utilizzabile quando i costi sostenuti riguardano le parti comuni dell’edificio, in relazione all’anno in cui l’amministratore di condominio ha materialmente pagato per sostenerne i costi.

Per ciascun condomino però la detrazione spetterà nei limiti della quota di spesa a lui imputabile, fermo restando il fatto che il condomino stesso abbia a suo tempo provveduto al pagamento della propria quota, versandola entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi. La detrazione è fissata in percentuali specifiche, e per particolari tipologie di intervento. Per quanto concerne gli interventi, sono ricompresi:

gli interventi di riqualificazione energetica del condominio;gli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo effettuati sulle parti comuni condominiali;gli interventi di ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni condominiali.

Per quanto riguarda la percentuale, la detrazione spetta secondo le seguenti misure:

– il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017;

– il 36% delle spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

È altresì prevista una detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, che siano sempre legati a interventi su parti comuni condominiali, ed anche in questo caso la detrazione ammonta al 50%.

Spese condominiali e comunicazione all’agenzia delle entrate

È importante tenere a mente che per poter usuifruire delle detrazioni previste, naturalmente nei limiti che abbiamo analizzato, occorre che le spese sostenute dal condominio vengano comunicate dall’amministratore all’agenzia delle entrate. In questo modo l’agenzia delle entrate potrà poi procedere ad inserire le relative detrazioni spettanti nel modello 730 precompilato. La comunicazione va inoltrata esclusivamente per via telematica attraverso gli intermediari abilitati ed i servizi online fisconline ed entratel – a disposizione gratuitamente sul sito dell’agenzia delle entrate – con l’indicazione dei singoli interventi effettuati e le relative quote di spesa da attribuire ad ogni condomino per ciascuna unità immobiliare.

Fonte: laleggepertutti.it

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MIGLIORA LA PROPENSIONE AI CONSUMI

La fiducia degli italiani cresce ma resta la preoccupazione per il lavoro

Nel secondo trimestre 2017 l’indice di fiducia Nielsen fa segnare un incremento di +3 punti percentuali rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Cresce la propensione all’acquisto (22%, +3 pp). La prima preoccupazione degli italiani rimane il posto di lavoro (17% degli intervistati). In Europa la fiducia dei consumatori cresce di 6 punti su base tendenziale.

I dati emergono dalla Global Consumer Confidence Survey di Nielsen effettuata su un campione di oltre 30.000 individui in 63 Paesi, tra i quali l’Italia.

In merito allo stato delle proprie finanze, si legge nella ricerca, la visione dei consumatori risulta positiva. Infatti, è in diminuzione, pur rimanendo consistente, il numero di coloro che spendono completamente lo stipendio mensile per le spese essenziali (22% vs 27%). Aumenta inoltre di ben 6 punti la quota di intervistati che dichiara di nutrire aspettative positive per i propri risparmi nei prossimi dodici mesi, elemento prodromico a un miglioramento della propensione ai consumi.
In questo senso, le voci di spesa verso le quali gli italiani sono più orientati a destinare soldi sono l’intrattenimento fuori casa (+6pp) e il turismo (+4pp).

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SETTORE COSTRUZIONI IN RIPRESA

A luglio 2017, rispetto al mese precedente, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un aumento dello 0,1%, dopo la flessione congiunturale rilevata a giugno (-1,6%). Questi i dati emersi dall’indagine Istat sugli indici di produzione e dei costi nelle costruzioni.

A luglio 2017, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale, dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria, risultando entrambi stazionari a giugno. Per il tronco stradale senza tratto in galleria si rileva un incremento dello 0,6% (-0,1% a giugno).

Nella media del trimestre maggio-luglio l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito dell'1,0% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, a luglio 2017 si registra una diminuzione dello 0,4% sia per l'indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario che per quello grezzo. Una flessione si rileva per entrambi questi indici anche a giugno (-0,7%).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% a luglio 2017 (+0,5% a giugno) per il fabbricato residenziale, dello 0,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,4% per quello senza tratto in galleria (rispettivamente +0,1% e -0,1% a giugno).

A luglio 2017, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali).

Il contributo maggiore all’incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall’aumento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+0,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+0,5 punti percentuali).

Letto su Monitorimmobiliare.it

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