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News - Approfondimenti

MUTUO PRIMA CASA

Facile.it: necessari 18 anni per estinguere il mutuo prima casa
di J.B. 23 Aprile 2018

Un 2017 positivo per chi ha scelto di acquistare casa. I tassi di interesse dei mutui ai minimi, il prezzo degli immobili sostanzialmente stabile e l’aumento del reddito a disposizione delle famiglie hanno creato condizioni favorevoli per comprare.

Al netto degli interessi e considerando che oggi le famiglie italiane cercano mediamente di destinare alle rate del mutuo circa il 25% del reddito annuale, Facile.it e Mutui.it hanno calcolato che occorrono in media 17 anni e 10 mesi. Il risultato emerge dall’analisi di circa 40.000 richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali da gennaio 2013 a dicembre 2017 i cui valori sono stati incrociati con i dati Istat disponibili relativi ai redditi delle famiglie italiane.

Il valore risulta in crescita rispetto al 2013, quando le famiglie che richiedevano un mutuo dovevano mettere in conto di destinare alla banca in media 16 anni e 10 mesi di stipendi. Nel 2013 l’importo medio che gli aspiranti mutuatari cercavano di ottenere per acquistare la prima casa era pari a 123.583 euro, mentre nel 2017 la richiesta media è aumentata dell’8% raggiungendo i 133.456 euro.

Il valore medio della rata e il suo il rapporto con il reddito mensile delle famiglie richiedenti; nel 2013 la rata media richiesta era pari a 663 euro, con un impatto del 27% sullo stipendio mensile, mentre nel 2017, nonostante gli importi richiesti alle banche siano aumentati, la rata media è diminuita arrivando a 606 euro, con un impatto del 24% sul reddito mensile medio.

Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it: “Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una consistente diminuzione dei tassi di interesse e degli spread applicati dalle banche, che ha determinato un alleggerimento della rata mensile. Questo ha consentito alle famiglie di richiedere in prestito importi più elevati, mantenendo comunque una rata mensile contenuta, che non impattasse troppo sul reddito complessivo”.

Analizzando in ottica territoriale le richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali nel 2017, emergono importanti differenze tra le aree del Paese. Gli aspiranti mutuatari della Campania risultano essere quelli che dovranno mettere in conto più anni, e stipendi, per restituire il capitale richiesto al netto degli interessi; 21 anni, ipotizzando, come detto, che ogni anno confluisca nel mutuo una somma pari al 25% dello stipendio. Seguono in classifica i richiedenti mutuo del Lazio (20 anni e 3 mesi) e della Sicilia (19 anni e 11 mesi).

Le aree dove i valori si riducono notevolmente sono il Friuli Venezia Giulia, qui i richiedenti mutuo impiegano in media 13 anni e 10 mesi, l’Umbria (14 anni e 7 mesi) e l’Emilia Romagna (14 anni e 11 mesi).

Articolo letto su Monitorimmobiliare.it

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DIRITTO DI SUPERFICIE

Per diritto di superficie si intende il diritto ad edificare sul suolo, o al di sotto di esso, di proprietà di un altro soggetto, che può essere pubblico o privato. Qualora il fondo appartenga in comproprietà a più soggetti, per procedere con la costruzione sarà necessario il consenso di tutti i proprietari. Il diritto di superficie, inoltre, può essere dato a due soggetti diversi. Per fare un esempio pratico il proprietario del suolo può trasferire la proprietà dello stabile costruito al di sopra del suolo ad A e la proprietà dell’autorimessa al di sotto del suolo a B. Sia il soggetto A sia il soggetto B diventano egualmente superficiari. Il titolare del diritto di superficie viene chiamato superficiario.

Il diritto di superficie viene costituito dunque sul suolo sul quale deve essere realizzata o mantenuta la costruzione e può consistere:

nel realizzare al di sopra o al di sotto del suolo una costruzionenel mantenere la proprietà di una costruzione sul suolo appartenente ad un altro soggetto una volta che l’edificazione é stata completata

In concreto il proprietario del suolo ha le seguenti possibilità:

costituire il diritto di superficie, riservandosi la proprietà del suoloriservarsi il diritto di superficie o la proprietà superficiaria e trasferire la proprietà del suolotrasferire la proprietà del suolo a un soggetto e costituire il diritto di superficie a favore di un altro.

La costruzione deve consistere in un’opera realizzata dall’uomo e ancorata stabilmente al suolo.

Fonte: laleggepertutti.it

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APRIRE CASA VACANZE

PER APRIRE UNA CASA VACANZE NON SERVE PIÙ L’OK DEL CONDOMINIO
18 aprile 2018 VACANZE E SECONDE CASE

Fino a oggi, i proprietari che volevano destinare il proprio appartamento a casa vacanze rischiavano di scontrarsi con il condominio che, anche a causa dell’assenza di una chiara norma legislativa in merito, spesso si opponeva a questa decisione, motivando il rifiuto con il timore che una simile attività recasse fastidio agli altri inquilini. Adesso due sentenze mettono fine al tendenzioso e facilitano l’avvio di questa nuova e popolare forma di guadagno.

Cassazione e Tribunale di Roma dicono no all’approvazione preventiva

Già nel 2014 la Cassazione si era espressa a favore degli appartamenti vacanza, che stanno prendendo sempre più piede sia nelle località di mare sia nelle città d’arte del nostro Paese. A detta dei magistrati, infatti, questo tipo di attività non può essere paragonato a quella di un albergo e non arreca danno nei confronti degli altri condomini, in quanto non prevede un cambiamento della destinazione d’uso dell’immobile. Forte anche di tale precedente, il Tribunale di Roma ha confermato che l’approvazione preliminare da parte dell’assemblea condominiale non è necessaria e ha emanato una sentenza (la numero 17745 del 26 settembre 2016) che finalmente è stata recepita da tutti gli amministratori.

Il regolamento condominiale non vieta le case vacanza

Oltre alla distinzione tra casa vacanze e albergo, il Tribunale di Roma si è appellato al fatto che nessun regolamento condominiale pone veti in proposito di affitti brevi. Il motivo di questa assenza legislativa è dovuto al fatto che la maggior parte degli edifici italiani è stata realizzata quando nessuno immaginava una simile opportunità di guadagno, ma comunque, dal momento in cui non c’è alcuna limitazione, il proprietario dell’immobile può decidere di assegnargli l’uso che più gli conviene, senza dovere aspettare che l’assemblea si riunisca e dia il suo benestare.

di Laura Fabbro

letto su Immobiliare.it

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SCADENZE FISCALI

RINVIATI I TERMINI DEL BONUS RISTRUTTURAZIONE
19 aprile 2018 SPESE E CONSUMI

Chi non ha mai desiderato dare una nuova vita al proprio terrazzo e trasformarlo in una veranda? Oppure cambiare il look di questo ambiente esterno arricchendolo di spazi verdi?

Fortunatamente oggi è piuttosto semplice trasformare questo sogno in realtà, grazie alle agevolazioni messe a punto dal Governo per opere e interventi sulla propria casa. Stiamo parlando del famoso Bonus ristrutturazione che è stato confermato anche per questo nuovo anno, spostando la sua scadenza fiscale al 31 dicembre 2018, dando così una nuova opportunità a tutti coloro che non ne avevano fatto richiesta nei passati mesi.

Non solo ristrutturazione degli spazi interni

Secondo una guida pubblicata solamente qualche giorno fa sul sito Edilportale.com questa agevolazione potrebbe essere impiegata anche per realizzare un nuovo balcone, una veranda, oppure per l’ampliamento o il rifacimento del terrazzo.

Tutti coloro dunque che stanno pensando di destinare una somma del proprio budget familiare per opere e spese collegate alla casa, avranno l’opportunità di detrarre dall’Irpef il 50% della somma spesa per un massimo di 96.000 euro.

Attenzione però: la creazione di una veranda o di un balcone implica la nascita di nuovi spazi e pertanto è indispensabile richiedere le autorizzazioni necessarie ossia, nella maggior parte dei casi, il permesso di costruire. Non solo, si dovrà verificare l’eventuale volumetria residua dell’immobile, che siano rispettati i rapporti di superficie aereo illuminante stabiliti dal regolamento d’igiene e che siano state fatte le dovute verifiche statiche e sismiche.

di Francesca Lauritano

Letto su Immobiliare.it

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LIDL ITALIA

nuovi ingressi in ambito immobiliare
di J.B. 19 Aprile 2018

Lidl ha in programma per l’Italia l’apertura di 40 nuovi punti vendita entro il 2018. Sostenibilità ed efficienza energetica sono alla base del piano di espansione da oltre 350 milioni di euro che punta a rendere la presenza del marchio sempre più capillare in tutta Italia. La società è alla ricerca sia di manager che di profili junior su tutto il territorio nazionale, con competenze in ambito immobiliare.

Le posizioni di Real estate development Manager o Junior sono attualmente aperte. Le figure professionali ricercate, preferibilmente con laurea in architettura, ingegneria o economia, si occuperanno della ricerca e acquisizione di spazi adatti alla realizzazione di nuovi punti vendita, o della sostituzione di quelli esistenti. Pianificheranno, inoltre, gli investimenti e le condizioni necessarie all’edificazione gestendo l'intera trattativa commerciale. Poiché gran parte dell’attività lavorativa si svolgerà sul campo, flessibilità territoriale, mobilità e spiccate doti organizzative saranno indispensabili per ricoprire al meglio questo ruolo. La ricerca, che conta 16 posizioni, si concluderà entro l’estate. Per i profili manageriali, dalla comprovata esperienza nel settore, è previsto un inquadramento a livello quadro del commercio e auto aziendale in dotazione.

Dal punto di vista energetico, il 100% dell’energia utilizzata da tutte le strutture (dai punti vendita, alle direzioni regionali, fino agli uffici) proviene da fonti rinnovabili. Lidl vanta anche il primato di essere la prima azienda della GDO in Italia a essere interamente certificata ISO 50001 dal 2016. Sempre in questa direzione si colloca l’installazione nei più recenti supermercati di impianti a luci a LED che consentono di risparmiare oltre il 50% rispetto alla normale illuminazione e l’utilizzo di impianti tecnologicamente evoluti, come frigoriferi conformi alle più recenti normative. Ampie vetrate e un’estetica moderna e funzionale completano il layout dei punti vendita, che si inseriscono nei contesti urbani con progetti tailor made che prevedono interventi di recupero e riqualificazione del territorio.

Articolo letto su Monitorimmobiliare.it

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