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News - Approfondimenti

I CENTRI COMMECIALI IN FIERA

Cannes • Visi sorridenti al MAPIC 2017 da parte degli operatori e degli organizzatori che evidenziano una crescita del 10% dei visitatori che, per una fiera specializzata come questa, significa potenziali clienti. Questo il clima che si è respirato nei primi due giorni della manifestazione internazionale dedicata ai centri commerciali.
Un evento che ha visto gli italiani in prima fila per numero di stand e di partecipanti.

Evidentemente in Europa e in Italia non spira l’aria di crisi che invece ha travolto l’America, dove l’e-commerce ha praticamente ucciso il sistema. La domanda che comincia ad aleggiare è se, come e quando succederà anche da noi? Forse bisognerà attendere che la densità dei centri in Italia raggiunga quella ‘folle’ che si è creata negli USA.
Oppure bisognerà spingere su una nuova idea del centro commerciale come attrattore di nuovo pubblico con interessi e necessita diverse. Una strada che ha sicuramente imboccato Aedes con Caselle Open Mall dove ci sarà un’area di 5.000mq dedicata all’educazione con il supporto del National Geographic.

Più luci che ombre insomma al MAPIC 2017 dove il CNCC ha presentato una serie di dati che dovrebbero comunque far riflettere come, ad esempio, il numero di dipendenti diretti del settore pari a 553 mila unità, il numero di posti di lavoro creati nell’ultimo anno pari a 10 mila (in pratica 3 ogni 100 mq).
Sono dati che devono far riflettere la pubblica opinione, le amministrazioni locali, la politica e il governo centrale.

Letto su il Quotidiano Immobiliare.it

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CENTRI COMMERCIALI

Gli ampliamenti traineranno lo sviluppo nel prossimo biennio

L’ampliamento di centri esistenti e consolidati sarà un fattore chiave nello sviluppo di nuova superficie commerciale in Europa nei prossimi due anni, secondo quanto riportato nell’ultima edizione del report European Shopping Centre Development, recentemente pubblicato da Cushman & Wakefield.

I proprietari sono sempre più focalizzati ad incrementare le presenze facendo leva su una combinazione di tecnologia, analisi delle informazioni, eventi e intrattenimento, tenant mix ed un livello elevato di ristorazione e attività per il tempo libero. Attraverso un’analisi accurata dei dati, i proprietari hanno la possibilità di definire il profilo dei consumatori che corrispondono alle caratteristiche del tenant mix dei centri commerciali e hanno pertanto una propensione alla spesa più elevata.

Il report mostra che la superficie totale dei centri commerciali in Europa all’inizio dell’anno in corso ammontava a 159,4 milioni di mq, di cui 108,6 milioni di mq nell’Europa Occidentale e 50,8 m in quella Centrale e Orientale.

L’incremento rispetto al 2016 è stato quindi modesto, pari a 4,5 milioni di mq. Nonostante l’annullamento di diversi progetti, la Russia ha rappresentato il mercato più attivo a livello europeo, con un incremento di 863.000 mq di nuova superficie commerciale nella seconda metà dell’anno, superiore al valore aggregato di Polonia, Francia e Turchia (748.000 mq).

Letto su " Distribuzione Moderna "

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CONFEDILIZIA SULLE OCCUPAZIONI ABUSIVE

Roma • “Il Ministero dell’interno è stato condannato a risarcire un proprietario privato per il danno derivante dall’occupazione abusiva di un immobile”. Lo ha annunciato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, intervenendo alla conferenza stampa “Occupazioni: i diritti violati” organizzata presso la Camera dei deputati con l’Istituto Bruno Leoni, nel corso della quale sono intervenuti i parlamentari Daniele Capezzone, Stefano Fassina e Maurizio Lupi.
La sentenza – appena emessa dal Tribunale di Roma e, a quanto consta, prima a stabilire questo principio – condanna il Ministero, per via dell’impossibilità di ricavare un reddito dall’immobile occupato, a pagare mensilmente un importo in favore del proprietario fino al momento della liberazione dell’immobile, “oltre ad interessi, con decorrenza da ciascuna scadenza mensile, sulla somma rivalutata anno per anno”.
Le forze di polizia – spiega la pronuncia – sono “vincolate, nella attività di tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza e del rispetto delle leggi, ed in particolare nella tutela della legalità, ad intervenire nell’interesse del singolo”. Non averlo fatto – si legge nel provvedimento – “profila quindi una responsabilità diretta ex articolo 2043 del codice civile del Ministero, in virtù del principio di immedesimazione organica dei suoi funzionari”. Sotto il profilo del risarcimento, poi, il Tribunale osserva che “il danno può essere considerato in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene immobile la cui natura è normalmente fruttifera, e dalla impossibilità di conseguire l’utilità da esso ricavabile”.
“Si tratta – ha detto Spaziani Testa – di una sentenza importantissima, che fa giustizia di una situazione di illegalità che, nel caso in questione, si protraeva da oltre quattro anni. Confidiamo che essa sia di monito per la politica affinché questa intervenga in modo deciso per interrompere il fenomeno delle occupazioni abusive in atto nel nostro Paese. Secondo i dati ufficiali, che abbiamo illustrato alla Camera, a Roma gli edifici occupati illegalmente sono 101 (con 11.600 occupanti), uno addirittura da 13 anni; a Reggio Calabria 110 (solo fra quelli popolari); a Torino 24; a Venezia 19”.

Letto su Il Q.I. Agency

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TASSE SULLA PLUSVALENZA IMMOBILIARE

-La plusvalenza immobiliare può essere definita come il guadagno realizzato da chi rivende un immobile ad un prezzo più alto di quello di acquisto, lucrando così sulla differenza.

Per il Fisco la plusvalenza immobiliare è tassabile ai fini delle imposte sui redditi in quanto viene considerata un reddito diverso. In particolare, costituiscono redditi diversi :

-le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni, o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici;
-le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari;
-le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione.

In caso di cessione a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il predetto periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del donante.

Affinché si realizzi la plusvalenza è ovviamente necessaria una cessione a titolo oneroso. 
Secondo l’Agenzia delle Entrate, ai fini della plusvalenza, valgono anche gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento.

Non costituiscono, invece, plusvalenza le cessioni a titolo gratuito e quindi la donazione o il trasferimento tra coniugi nei procedimenti di separazione e divorzio.

Casi in cui la plusvalenza immobiliare non è tassata. In particolare, non sono tassate le plusvalenze relative a:

-immobili acquistati per successione;
-fabbricato abitativo adibito dal cedente, per la maggior parte del periodo di possesso, ad abitazione principale propria o dei propri familiari.

Per familiari si intendono il coniuge – anche se separato – nonché i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Vendita terreni ereditati: plusvalenza tassabile

Dunque, la vendita di beni immobili provenienti da successione non produce reddito tassabile da plusvalenza. Occorre tuttavia qualche precisazione qualora si tratti di terreno proveniente da successione.
L’esclusione della cessione del terreno ereditato dall’ambito dei redditi diversi tassabili richiede i seguenti requisiti:

-il terreno non deve essere lottizzato: per lottizzazione si intende, non il semplice frazionamento dei terreni, ma la sussistenza di un vero e proprio piano comunale di lottizzazione con necessaria finalità edificatoria;
-il terreno deve essere qualificato come terreno agricolo: se si tratta, invece, di terreno edificabile (cioè qualificato come tale nel piano regolatore adottato dal Comune), la vendita genera plusvalenza tassabile.

La legge dispone infatti che sono “in ogni caso” tassate le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione.
Ciò vuol dire che la cessione a titolo oneroso di un terreno edificabile genera sempre una plusvalenza tassabile, a prescindere dal fatto che esso sia stato acquisito per successione.

Fonte: laleggepertutti.it

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"RENT TO BUY" o LOCAZIONE CON RISCATTO

Il contratto di locazione con riscatto "Rent to Bui" è un schema composito che impone determinati obblighi che vanno definiti correttamente
Piolo&Piolo dispone di un contratto tipo elaborato dalla Confedilizia.

Riportiamo l'art. 23 del D.L. 133/2014 che regola questo tipo di contratto

Art. 23 (Disciplina dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili)

1. I contratti, diversi dalla locazione finanziaria, che prevedono l’immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto, sono trascritti ai sensi dell’articolo 2645-bis codice civile. La trascrizione produce anche i medesimi effetti di quella di cui all’ articolo 2643, comma primo, numero 8) del codice civile.

2. Il contratto si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo.

3. Ai contratti di cui al comma 1 si applicano gli articoli 2668, quarto comma, 2775-bis e 2825-bis del codice civile. Il termine triennale previsto dal comma terzo dell’articolo 2645-bis del codice civile è elevato a tutta la durata del contratto e comunque ad un periodo non superiore a dieci anni. Si applicano altresì le disposizioni degli articoli da 1002 a 1007 nonché degli articoli 1012 e 1013 del codice civile, in quanto compatibili. In caso di inadempimento si applica l’articolo 2932 del codice civile.

4. Se il contratto di cui al comma 1 ha per oggetto un’abitazione, il divieto di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 20 giugno 2005, numero 122, opera fin dalla concessione del godimento.

5. In caso di risoluzione per inadempimento del concedente, lo stesso deve restituire la parte dei canoni imputata al corrispettivo, maggiorata degli interessi legali. In caso di risoluzione per inadempimento del conduttore, il concedente ha diritto alla restituzione dell’immobile ed acquisisce interamente i canoni a titolo di indennità, se non è stato diversamente convenuto nel contratto.

6. In caso di fallimento del concedente il contratto prosegue, fatta salva l’applicazione dell’articolo 67, comma 3, lettera c), del regio decreto 16 marzo 1942, numero 267 e successive modifiche. In caso di fallimento del conduttore, si applica l’articolo 72 del regio decreto 16 marzo 1942, numero 267 e successive modifiche: se il curatore si scioglie dal contratto, si applicano le disposizioni di cui al comma 5.

7. Dopo l’articolo 8, comma 5, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, è aggiunto il seguente: “5-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti di locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti e di vendita con riserva di proprietà, stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione.”.

8. L’efficacia della disposizione di cui al comma 7 è subordinata al positivo perfezionamento della procedimento di autorizzazione della Commissione Europea di cui all’articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), di cui è data comunicazione nella gazzetta ufficiale. che regolamenta detto tipo di contratto

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