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Giornale immobiliare

RIFORMA CATASTO

Verso nuovo catasto, si parte da aste e rogiti 2012-14
Operazione richiederà almeno 5 anni
Si partirà dai rogiti del triennio 2012-2014 per definire i nuovi valori catastali, ma per avere un quadro completo della situazione di oltre 60 milioni di immobili di tutto il territorio nazionale si prenderanno in considerazione anche le aste giudiziarie. E' uno dei primi punti che dovrebbero essere inseriti nel decreto attuativo della delega fiscale in arrivo al consiglio dei ministri del 20 febbraio. Si tratta del secondo decreto legislativo sul catasto, dopo quello sulle commissioni censuarie approvato in via definitiva il 10 novembre scorso e pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta ufficiale.
Ad essere messe a punto nel testo saranno le cosiddette funzioni statistiche, ovvero l'algoritmo sul quale calcolare il valore tassabile del singolo immobile. Questo dipenderà non solo dalla categoria, ma anche dalle zone o dagli ambiti territoriali in cui l'Italia verrà suddivisa. Un problema questo ancora da sciogliere: dalle micro-zone catastali si potrebbe infatti passare ad ambiti più vasti o direttamente alle zone OMI, quelle cioè già utilizzate dalle Entrate nell'Osservatorio del mercato immobiliare e che in alcuni casi equivalgono alle province.
Anche sulla definizione del valore in base ai rogiti 2012-2014 restano però delle perplessità poichè a causa degli anni neri della crisi immobiliare le compravendite sono diminuite anche di un quarto in alcune aree del Paese, rendendo i dati dei rogiti scarsi e poco attendibili rispetto al potenziale andamento del mercato. Il ricorso anche alle aste giudiziarie dovrebbe inoltre abbassare di molto i valori medi. Circa 62 milioni di immobili (ma c'è chi ne conta anche oltre 63 milioni) dovrebbero essere suddivisi in destinazione "ordinaria" e destinazione "speciale", ognuna con delle sottocategorie.

Fonte: RealEstate Online

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