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Vendita - Real Estate

LEASING IMMOBILIARE 2019 PRIMA CASA

Quando si pensa di acquistare la propria prima casa, molto spesso ci si trova di fronte a due alternative: richiedere un mutuo oppure scegliere il leasing immobiliare. Meno conosciuta rispetto al tradizionale mutuo, questa seconda opzione potrebbe essere descritta come un affitto con riscatto che presenta numerosi vantaggi: ecco quali.

Il leasing 2019: che cos’è e a chi conviene

Introdotto dalla Legge di Bilancio 2016, il leasing sulla prima casa resterà in vigore almeno fino a tutto il 2020. Si tratta di un contratto fra la banca o l’intermediario finanziario che acquista l’immobile e il richiedente: in esso vengono stabiliti sia l’importo delle rate mensili e la loro durata, sia la cifra necessaria per un eventuale riscatto finale. In maniera schematica, ecco quali sono le sue principali caratteristiche:

  • l’importo del finanziamento arriva anche al 100% del valore dell’immobile e comprende le spese di arredamento, a differenza del classico mutuo che di solito non supera l’80% del valore;
  • è più facile da ottenere anche per chi non ha un contratto a tempo indeterminato;
  • il canone mensile pagato dal richiedente è detraibile dalle tasse;
  • qualora l’intestatario del leasing avesse difficoltà economiche, le rate potrebbero essere bloccate per un anno;
  • per tutta la durata del canone il proprietario dell’immobile sarà la banca, quindi il richiedente non dovrà pagare le relative tasse.

Che cosa succede al termine del contratto?

I vantaggi di questa soluzione per l’acquisto della prima casa sono evidenti soprattutto al momento della scadenza del contratto. Il richiedente avrà infatti diverse opzioni fra cui scegliere:

  • acquistare la casa al prezzo di riscatto stabilito inizialmente, che è inferiore a quello di mercato;
  • rinnovare il contratto continuando a pagare le rate mensili con le stesse condizioni economiche o stabilendone di nuove;
  • lasciare l’immobile al concedente e andarsene.

di Laura Fabbro

letto su immobiliare.it

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LE CASE PIU' VENDUTE

Le case più vendute nel nostro Paese non sono quelle nuove e dalla classe energetica alta, ma quelle già esistenti, da ristrutturare almeno parzialmente e di classe F-G. Lo ha reso noto un recente sondaggio congiunturale realizzato da Bankitalia in collaborazione con l’Agenzia delle entrate e Tecnoborsa.

Quali gli immobili più venduti?

I dati emersi dal report rivelano una certa omogeneità sul territorio nazionale. A livello di tipologia catastale, per esempio, le unità immobiliari più apprezzate dagli acquirenti sono di categoria economica o popolare: queste coprono il 61,4% delle vendite complessive contro il 34,5% di quelle civili o signorili. La metà delle compravendite riguarda edifici con classe energetica F-G, il 21% quelli di classe D-E e solo il 15% quelli di classe A-B-C. La percentuale di abitazioni che al momento del rogito sono libere si attesta addirittura al 95,8%.

Prezzi fermi in provincia

Considerando il periodo ottobre-dicembre 2018, il 79,7% degli operatori del settore ha dichiarato che i prezzi sono stabili: una percentuale alta nonostante il calo rispetto all’81,7% registrato nel trimestre luglio-settembre. A segnalare l’andamento negativo del costo del mattone sono stati, in particolare, gli operatori delle aree non urbane del Centro, del Sud e delle Isole. Sempre sul fronte dei prezzi, scende lievemente il margine medio di sconto rispetto alla richiesta iniziale del proprietario (dal 10,8% al 10,5%). Aumentano di quasi due punti percentuale anche i mutui ipotecari, che arrivano all’80,5% e in media coprono il 75% del valore dell’immobile.

di Laura Fabbro

articolo letto su Immobiliare.it

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Residenziale, Istat: prezzi in calo anche nel 2018

Secondo le stime preliminari, nel quarto trimestre 2018 l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -0,8% nel terzo trimestre 2018). Lo rileva l'Istat spiegando che la flessione tendenziale dell'indice è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,7% (era -1,3% nel trimestre precedente).

I prezzi delle abitazioni nuove, invece, rimangono stabili su base tendenziale mostrando una netta decelerazione rispetto al +1,6% del terzo trimestre del 2018. Questi andamenti si manifestano in un contesto di persistente crescita dei volumi di compravendita (+9,3% l'incremento tendenziale registrato per il quarto trimestre del 2018 dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

Anche su base congiunturale la lieve diminuzione dell'indice è dovuta unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano ancora un calo, pari a -0,3%, mentre i prezzi delle abitazioni nuove registrano un aumento dello 0,3%, dopo la stabilità del trimestre precedente. In media, nel 2018, i prezzi delle abitazioni diminuiscono complessivamente dello 0,6%, a fronte di dinamiche di prezzo di segno opposto tra i prezzi delle abitazioni esistenti (che pesano per oltre l'80% sul dato complessivo), in diminuzione dell'1%, e quelli delle abitazioni nuove che aumentano dell'1%.

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell'indice, nel quarto trimestre 2018 i prezzi delle abitazioni risultano diminuiti del 16,9%, a causa esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 23,2% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur contenuto ( +0,7%).

Il tasso di variazione acquisito dell'indice dei prezzi delle abitazioni per il 2019 è negativo e pari a -0,4%. Il 2018 si chiude confermando la debolezza della dinamica dei prezzi delle abitazioni che calano nuovamente rispetto all'anno precedente, come nel 2017, seppur in presenza di una crescita vivace dei volumi compravenduti. A determinare questo andamento sono esclusivamente i prezzi delle abitazioni esistenti, mentre quelli della abitazioni nuove tornano a crescere dopo la flessione del 2017. A livello territoriale è il Nord-Est l'unica ripartizione a mostrare una crescita dell'indice in media annua; il Nord-Ovest registra una flessione di appena un decimo di punto mentre il Centro e il Sud e Isole mostrano flessioni tendenziali dei prezzi delle abitazioni più marcate di quella nazionale.

letto su monitorimmobiliare.it

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MERCATO RESIDENZIALE

Banca d'Italia: continua il divario tra prezzi e compravendite nel residenziale

Secondo l'indagine periodica sull'economia italiana nel 2018 prosegue l'inversione di proporzionalità tra vendite e prezzi

Continua ad ampliarsi la forbice che nel settore residenziale intercorre tra le compravendite e i prezzi.
Infatti, secondo il n.142 di febbraio 2019 del periodico “L’economia italiana in breve” di Banca d’Italia, il grafico sul mercato residenziale di pag. 7 mostra nel III quadrimestre 2018 un ulteriore rialzo del dato che supera i 130 punti, riavvicinandosi al dato del 2011, prima che l’indice scendesse di 30 punti.
Come detto rimane però il dato inversamente proporzionale dei prezzi che scendono ancora sotto i 100 punti

letto su il Q.I..it

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AUMENTA LA SOMMA POER ACQUISTO CASA

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa per l’acquisto della casa a Gennaio 2019. Rispetto a sei mesi fa si registrano dei cambiamenti in linea con il trend che sta intraprendendo il mercato immobiliare. Aumenta infatti la percentuale di chi destina un capitale più elevato all’acquisto della casa, anche in seguito alla ripresa dei prezzi che sta interessando alcune grandi città. La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (27,5%). Segue con il 24,3% la fascia tra 120 e 169 mila € ed infine quella compresa tra 170 a 249 mila € con il 21,6%.

Rispetto alla media delle grandi città si discostano:

  • Roma e Milano dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila €: (24,4%) per Roma e Milano (23%). Milano, rispetto a sei mesi fa, compie un salto in questa fascia di spesa più elevata;
  • Firenze  con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € (34,9%);
  • Bologna dove incide maggiormente la fascia di spesa tra 120 e 169 mila € con il 33,3%.

Nelle altre grandi città, Bari, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila €.

letto su il Q.I..it   

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L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa per l’acquisto della casa a Gennaio 2019. Rispetto a sei mesi fa si registrano dei cambiamenti in linea con il trend che sta intraprendendo il mercato immobiliare. Aumenta infatti la percentuale di chi destina un capitale più elevato all’acquisto della casa, anche in seguito alla ripresa dei prezzi che sta interessando alcune grandi città. La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (27,5%). Segue con il 24,3% la fascia tra 120 e 169 mila € ed infine quella compresa tra 170 a 249 mila € con il 21,6%.

Rispetto alla media delle grandi città si discostano:

  • Roma e Milano dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila €: (24,4%) per Roma e Milano (23%). Milano, rispetto a sei mesi fa, compie un salto in questa fascia di spesa più elevata;
  • Firenze  con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € (34,9%);
  • Bologna dove incide maggiormente la fascia di spesa tra 120 e 169 mila € con il 33,3%.

Nelle altre grandi città, Bari, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila €.

letto su il Q.I..it   

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L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa per l’acquisto della casa a Gennaio 2019. Rispetto a sei mesi fa si registrano dei cambiamenti in linea con il trend che sta intraprendendo il mercato immobiliare. Aumenta infatti la percentuale di chi destina un capitale più elevato all’acquisto della casa, anche in seguito alla ripresa dei prezzi che sta interessando alcune grandi città. La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (27,5%). Segue con il 24,3% la fascia tra 120 e 169 mila € ed infine quella compresa tra 170 a 249 mila € con il 21,6%.

Rispetto alla media delle grandi città si discostano:

  • Roma e Milano dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila €: (24,4%) per Roma e Milano (23%). Milano, rispetto a sei mesi fa, compie un salto in questa fascia di spesa più elevata;
  • Firenze  con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € (34,9%);
  • Bologna dove incide maggiormente la fascia di spesa tra 120 e 169 mila € con il 33,3%.

Nelle altre grandi città, Bari, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila €.

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ANDAMENTO PREZZI CASE 2019

Il contesto economico, italiano ed europeo, incide fortemente sull’andamento dei prezzi delle case. Ma come si preannuncia l’anno da poco iniziato? A fornire un quadro della situazione è Mario Condò de Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip, che a idealista/news ha spiegato cosa attendersi sul fronte valori nel corso del 2019.

“Sul fronte dei valori – ha affermato Condò de Satriano – il 2019 si preannuncia così come abbiamo lasciato il 2018. Abbiamo dei leggeri aumenti esclusivamente su Milano e qualche ‘zero virgola’ in alcune zone di Napoli, per il resto i prezzi sono stabili con leggerissime diminuzioni in alcune province. In assoluto, possiamo parlare di stabilità dei prezzi, ma purtroppo ancora non riprendono a risalire. Questo è dovuto, chiaramente, a un problema di carattere economico”.

In merito, il presidente del Centro Studi Fiaip ha spiegato: “Le variabili economiche influiscono moltissimo sull’andamento dei prezzi. Influisce moltissimo anche il fattore fiducia”.

Condò de Satriano ha quindi sottolineato: “Questo è un mercato che si è ripreso perché ormai da qualche anno le banche hanno ripreso le erogazioni. Ciò ha dato maggiore impulso economico al mercato finanziario e ha determinato anche una ripresa del fattore fiducia. Bisogna considerare, però, che esiste una problematica economica a livello europeo che genera un freno all’economia. C’è una problematica relativa ai tassi dei mutui, dovuta allo spread. La paura degli operatori quindi è che ci possa essere un’inversione del fattore psicologico, che però allo stato attuale è ancora sul positivo e questo lascia sperare che per il 2019 il trend delle compravendite resti comunque quello degli ultimi anni, ovviamente non con gli aumenti del 16%, ma con un leggerissimo aumento del 3-4%. Per quanto riguarda i prezzi, sono abbastanza convinto che resteranno stabili”.

Il presidente del Centro Studi Fiaip ha quindi affermato che “questo è un momento assolutamente propizio per acquistare casa”. E per vendere? A tal proposito, Condò de Satriano ha spiegato che “il mercato immobiliare italiano è un mercato prevalentemente fatto di permute, pertanto chi deve vendere se deve riacquistare nel mercato immobiliare deve riacquistare casa: venderà ‘male’, ma acquisterà benissimo”.

letto su idealista.it

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