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Vendita - Real Estate

BENE IL MERCATO DELLA SECONDA CASA

Re/Max: turismo traina il mercato delle seconde case (Grafici)

Il mercato della seconda casa mostra una certa dinamicità con i segnali positivi che arrivano da chi decide di acquistare un nuovo immobile, sia con finalità turistica che di investimento.

A fare il punto sulle tendenze del mercato seconda casa è stato il centro studi Re/Max Italia che ha evidenziato come l'investimento immobiliare in città a fini locativi, resta la motivazione principale all'acquisto col 27,3% delle richieste, ma il desiderio di mare resta nel cuore del 26,7% degli italiani che vogliono comprare una seconda casa ad uso vacanza. Altre destinazioni d'acquisto sono le città d'arte (13,6%) e la montagna (10,9%).

Domanda, offerta e compravendite risultano all'insegna della stabilità nel primo semestre dell'anno per la maggioranza degli operatori mentre i prezzi, per il 31,67% di questi, sono in diminuzione, trend che trova d'accordo il 25% degli intervistati nelle previsioni del II° semestre. Più fiducioso, nella previsione di stabilità dei valori, il 65,1% del campione coinvolto.

Gli acquirenti della seconda casa sono italiani 74 volte su cento, gli stranieri si dividono la restante quota. Tra gli acquirenti d'oltralpe nel 77,7% dei casi si tratta dei cugini europei, il 7,7% proviene dai paesi dell'est, il 5,4% dagli USA. Il resto della torta è divisa tra Cina (3,2%), Sud America (2,8%), India (1,7%), Canada (1%) e Australia (0,5%).

Le famiglie guidano la carovana degli acquirenti con il 37,6%, seguite dalle coppie (31,3%), dai pensionati (16,9%) e dai single (14,2%).

Il budget dichiarato è di 150-300.000 euro nel 38,2% dei casi.

Cosa non deve mancare? Giardino o terrazzo di proprietà (13,4%), location silenziosa (9,7), vicinanza negozi e servizi (9,6%), privacy (9,5%), disponibilità garage (9,3%) sono la top five delle caratteristiche più richieste.

Letto su monitorimmobiliare.it

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LA CLASSE "A" VALE DI PIU'

La casa in classe A vale di più in periferia

Il Secondo Osservatorio sulla sostenibilità e sulla Sicurezza presentato da Scenari Immobiliari e Johnson Controls al 26° Forum

Santa Margherita Ligure • Nel mercato immobiliare residenziale delle maggiori città italiane le differenze di prezzo tra edifici in classe A e quelli di classi inferiori sono più evidenti nelle zone periferiche (in media +30%), dove la qualità dell’edificio può avere un impatto considerevole nell’orientare le scelte dell’acquirente in cerca di soluzioni con un rapporto particolarmente vantaggioso tra qualità e prezzo.
Nelle zone centrali si osserva invece un maggiore appiattimento delle quotazioni (+20% tra classe A rispetto a E, F e G), riconducibile al ruolo preponderante della localizzazione nella determinazione del prezzo di vendita.
Questi sono alcuni dei dati del Secondo Osservatorio sulla sostenibilità e sulla Sicurezza, presentato oggi da Scenari Immobiliari durante il 26°Forum e realizzato in collaborazione con Johnson Controls.

letto su il Q.I. Agency

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REPORT

S&P: prezzi case Italia stabili nel 2018

I valori dovrebbero aumentare moderatamente a partire dall’anno prossimo

Italia • Prezzi delle abitazioni ancora fermi in Italia. Nell’ultimo report S&P Global Ratings, intitolato Europe’s Housing Markets Are Staging A Soft Landing, si legge: “La ripresa economica ancora in una fase iniziale e la disoccupazione ancora alta fanno sì che i prezzi delle case dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili quest’anno e aumentare moderatamente nei prossimi anni”.
(FinanzaOnline)

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QUANTO COSTANO LE COMPRAVENDITE IMMOBILIRI

Il costo di un contratto di compravendita immobiliare varia in base al regime fiscale da applicare e al valore del diritto compravenduto. In sostanza cambia se la compravendita è soggetta ad Iva oppure ad imposta di registro e in base al valore dell’immobile. Anche se ci sono delle particolarità che vedremo insieme.

Iva o registro: quale applicare

La prima informazione da avere è se la compravendita che andrai a stipulare è soggetta ad Iva oppure a imposta di registro. Se a vendere è la ditta costruttrice che ha completato l’immobile da meno di cinque anni la compravendita è soggetta ad Iva. Se invece l’immobile è stato completato da più di cinque anni, la ditta costruttrice può decidere se assoggettarlo ad Iva oppure a registro. In caso di vendita da privati, invece, la compravendita è soggetta all’applicazione dell’imposta di registro. In questo caso la base imponibile, cioè il valore sul quale si pagano le tasse, non sarà quella del valore della compravendita bensì il valore catastale dell’immobile che in genere è di molto inferiore al valore di mercato. Devi poi considerare che il versamento dell’imposta di registro è compreso nel costo dell’atto che corrispondi al notaio, mentre l’Iva devi pagarla al costruttore e il costo dell’atto dovrà essere pagato a parte. In quest’ultimo caso dovrai versare comunque l’imposta di registro anche se in misura minima e fissa (attualmente pari a 200 euro). Attualmente le aliquote Iva sono il 4% per la prima abitazione, il 10% per le altre abitazioni e il 22% se quello che acquisti è un immobile di lusso, che rientri cioè nelle categorie catastali non agevolabili (A/1, A/8 e A/9). Per l’imposta di registro, invece, ci sono attualmente solo due aliquote, il 2% per le prime abitazioni e il 9% per gli altri immobili.

Prima o seconda casa: differenza di costi

Un altro fattore da tenere presente è se l’immobile che andrai ad acquistare per te sarà prima o seconda casa. Per essere prima casa l’immobile deve trovarsi nel comune in cui sei residente oppure intendi stabilire la tua residenza. Attenzione però, per usufruire delle agevolazione non devi averne usufruito in passato e non devi essere titolare di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nello stesso comune in cui è ubicato l’immobile che stai per acquistare. Le aliquote sono del 2% per le prime case e 9% per gli altri immobili in caso di applicazione dell’imposta di registro, contro rispettivamente il 4% e il 10% in caso di applicazione dell’Iva.

Costi fissi della compravendita: quali sono

Mentre l’Iva e l’imposta di registro sono variabili in base al valore dell’immobile, ci sono poi dei costi che sono fissi e che vanno versati per le compravendite. In caso di compravendita soggetta ad iva i costi fissi sono 920 euro, così divisi: 200 euro per imposta di registro, 200 euro per imposta catastale, 200 euro per imposta ipotecaria, 230 euro di bolli, 90 euro per trascrizione e voltura. In caso di applicazione dell’imposta di registro, invece, i costi fissi sono 1100 euro, divisi in 50 euro per imposta catastale e 50 euro per imposta ipotecaria e 1000 euro per imposta di registro minima. Infatti anche se il nostro immobile valesse paradossalmente un solo euro, l’imposta di registro sarebbe comunque di 1000 euro.

Onorari e archivi notarili: quanto costano

Dopo l’abolizione delle tariffe notarili e l’apertura al mercato libero non c’è un onorario minimo. Dunque il notaio dal quale ti rivolgerai valuterà la pratiche che gli sottoporrai e ti farà un preventivo sulla base del lavoro da svolgere. Orientativamente puoi però considerare che oltre alle imposte che abbiamo sin qui visto, c’è da pagare anche un tassa archivio che è variabile in base al valore dell’immobile. Comunque pesa tra i 100 e i 300 euro sul costo totale dell’atto. Ovviamente all’onorario netto va aggiunta l’Iva al 22% come per qualsiasi prestazione professionale. Negli onorari dovrebbero essere comprese anche visure catastali ed ipotecarie che hanno un costo variabile. Infatti il notaio ha l’obbligo di ricostruire l’ultimo ventennio di storia dell’immobile attraverso le ispezioni al catasto e alla conservatoria dei registri immobiliari. Se la storia dell’immobile negli anni è stata semplice (un solo proprietario e nessuna variazione catastale) tali costi saranno irrisori, se invece l’immobile ha subito molte variazioni catastali ed è stato oggetto di molti trasferimenti questi costi possono davvero pesare sul costo finale dell’atto notarile.

Letto su laleggepertutti.it

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SIMULAZIONE ACQUISTO APPARTAMENTO

Tecnocasa: Per acquistare un immobile serve un reddito di 30.700 euro

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato una simulazione di acquisto di un immobile sulla base degli ultimi dati sul reddito medio per nucleo familiare diffusi da Banca d’Italia. Il reddito annuo familiare, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato in media pari a circa 30.700 euro.

Ipotizzando di voler acquistare un’abitazione ricorrendo ad un mutuo di 25 anni, al tasso medio di 1,83%, con un rapporto rata/reddito pari al 30% (il rapporto rata-reddito sta ad indicare la capacità di rimborso del finanziamento ipotecario) e un Loan to Value dell’80% (il Loan to Value indica il rapporto tra la somma ottenuta con il mutuo e il valore dell'immobile posto a garanzia del finanziamento), si può acquistare un’abitazione del valore di 213 mila euro.

L’acquirente dovrà però avere a disposizione un capitale iniziale pari al 20% del prezzo dell’immobile e cioè 42.600 euro, oltre al denaro per coprire tutte le spese accessorie alla compravendita e all’accensione del mutuo.

Letto su monitorimmobiliare.it

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MUTUO ACQUISTO CASA

GLI ITALIANI SI AFFIDANO AD AGENTI E MEDIATORI CREDITIZI

Il mediatore creditizio, ovvero colui che mette in contatto gli istituti di credito con i potenziali clienti interessati ad accedere a un prestito, è la figura del momento all’interno del mercato residenziale italiano, come ha messo in luce il sito del Sole 24 ore in un recente articolo. Se infatti la quota di mutui veicolata dalle banche è scesa dall’80% al 75%, agenti e mediatori sono saliti al 25%, come spiega Ansano Cecchini di FIMAA, la più grande associazione del settore dell’intermediazione in Italia.

Una guida personale per l’acquisto della casa

Il segreto del successo dell’intermediazione è facilmente spiegabile: da una parte c’è la rete, che permette di confrontare velocemente più preventivi di mutuo e che ha allontanato i clienti dalla tradizionale filiale bancaria, dall’altra c’è comunque il bisogno di approfondimento e di assistenza personalizzata in un momento delicato come quello dell’acquisto di un’abitazione. Non è un caso, quindi, se le agenzie di real estate hanno cominciato a siglare accordi commerciali proprio con le reti di mediazione creditizia: Immobiliare.it, per esempio, ha investito nel 25% di Euroansa, che già figurava come partner commerciale.

Tempi di risposta rapidi

Consapevoli che in un mondo sempre più digitalizzato ciò che conta è anche la velocità di un servizio, le reti di intermediazione offrono prodotti che puntano proprio a questo. Auxilia Finance, per esempio, ha creato un’app che consente agli agenti immobiliari convenzionati di contattare un consulente e di verificare, nell’arco di pochi minuti, la fattibilità di un finanziamento. Anche in questo caso, quindi, l’obiettivo è eguagliare l’immediatezza del web aggiungendovi la professionalità di un esperto in carne e ossa.

di Laura Fabbro

letto su immobiliare.it

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ANDAMENTO MERCATO IMMOBILIARE 2017

Confedilizia: dati Notariato allarmanti, prezzi degli immobili giù del 15%
di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia 

I dati del Consiglio nazionale del Notariato sull’andamento del mercato immobiliare sono allarmanti. Nel 2017 – in un solo anno, quindi – il valore medio relativo alle compravendite dei fabbricati è diminuito di quasi il 15 per cento (14,9), essendo passato da 148.000 a 126.000 euro. Se il confronto venisse fatto con gli anni precedenti, poi, le percentuali sarebbero da capogiro.

Si tratta dell’ennesima conferma della condizione di estrema crisi nella quale si trova il settore immobiliare italiano, che Confedilizia denuncia da tempo. Il risparmio delle famiglie e delle imprese italiane si sta erodendo giorno dopo giorno, ma in troppi continuano a salutare positivamente il parziale recupero nel numero di compravendite, senza far notare che si tratta nelle stragrande maggioranza dei casi di vere e proprie svendite.

L’Italia dell’immobiliare si distingue – come risulta dai dati Eurostat – rispetto a tutti gli altri Paesi europei, per una ragione molto semplice: da noi sono state attuate poltiche fiscali folli che hanno letteralmente annientato un intero settore e tutta l’economia che gli gira attorno. È ora di prenderne coscienza e di varare misure di segno opposto.

Letto su Monitor.it

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ESCLUSIONE DELLE BANCHE DALL'ATTIVITA' DI INTEMEDIAZIONE

La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione, composta dalle associazioni rappresentative degli agenti immobiliari italiani FIMAA, FIAIP e ANAMA, plaude all’emendamento presentato alle Commissioni riunite Finanze (VI) e Lavoro pubblico e privato (XI) della Camera che esclude le banche dall’attività di intermediazione immobiliare.

Questo emendamento costituisce un preciso segnale di contrasto ai poteri forti e avvalora la tesi che FIMAA, FIAIP e ANAMA hanno sempre sostenuto e cioè che le banche, non essendo ‘parte terza’ nei confronti dei clienti-consumatori, non possono considerarsi mediatori e che, quindi, la costituzione delle società di intermediazione immobiliare degli istituti di credito contrasta con le norme che regolano la mediazione sia immobiliare che creditizia.

Infatti, gli istituti di credito avvantaggiati dalla loro posizione dominante, e dalla conoscenza di abitudini e condizioni economico-patrimoniali della propria clientela (profilazione), possono utilizzare i dati in loro possesso per favorire le proprie società d’intermediazione immobiliare, a discapito degli altri player del comparto, con svantaggi ed eventuali ripercussioni negative sui risparmi per i consumatori.

Ci auguriamo che l’emendamento presentato, in fase di discussione di conversione in legge del Decreto dignità (DL n.87/2018), possa ottenere una vasta convergenza parlamentare tra maggioranza e opposizioni perché evita l'insorgere di forme di concentrazione nel settore delle compravendite immobiliari, rappresentando senza alcun dubbio una battaglia di civiltà a difesa dei consumatori per una concorrenza libera, ma non sleale.

Letto su monitorimmobiliare.it

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