Background Image

Affitti - Locazioni

RIPRESA DEL MERCATO DEGLI AFFITTI

Tecnocasa, riparte il mercato delle locazioni (Report)
di G.I. 28 Maggio 2018

Nel 2017 si conferma la ripresa del mercato degli affitti: i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +3,6% per i monolocali, +3,0 per i bilocali e +2,7% per i trilocali. Su tutte le tipologie si vede un segnale positivo, attribuibile prevalentemente ad una diminuzione dell’offerta e ad una migliore qualità della stessa. E' quanto emerge da uno studio Tecnocasa.

Tra le città che hanno registrato l’aumento dei canoni più elevato ci sono Bologna (+9,0%, +9,6% e +7,4%) e Milano (+5,9%, +5,8% e +5,4%). Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato (soprattutto in quelle realtà dove sta crescendo il fenomeno degli affitti turistici) e la migliore qualità della stessa. Infatti i potenziali locatari sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, ovvero ben arredate, posizionate in zone servite e luminose.

Cresce l’interesse per gli immobili arredati o parzialmente arredati. La presenza del riscaldamento autonomo è apprezzata perché consente una riduzione dei costi condominiali. I proprietari stanno recependo questa esigenza e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in miglioramento.

Abbastanza invariata, nell’anno, la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 56,8% cerca la casa principale, il 37,2% lo fa per motivi legati al lavoro e il 6,0% per motivi legati allo studio. In lieve aumento la componente lavorativa e in ribasso la percentuale di chi ricerca la casa in affitto per scelta abitativa. Anche in questo anno tra coloro che hanno alimentato la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito; a questi si aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede. Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo coloro che hanno la possibilità verso l’acquisto della casa. Una conseguenza di quanto detto sopra è la crescita del contratto a canone transitorio che passa da 13,7% del 2016 a 16,9% nel 2017. Anche il canone concordato è in aumento portandosi a 27,3% trovando consensi tra proprietari ed inquilini.

L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 42,9% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 41,9% è rappresentato da single.

Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,1%), a seguire il trilocale (35%).


Articolo letto su Monitorimmobiliare.it

Stampa Email

ANNUNCIO OPPORTUNITA' LAVORO

ENTRARE A FAR PARTE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE E' SEMPLICE
Belluno centro storico opportunità conduzione negozio di 1000mq con affiliazione marchio Carrefour

Se possiedi iniziativa imprenditoriale, pragmatismo e voglia di metterti in gioco aderisci al programma Carrefour : l'opportunità perfetta per far valere le tue qualità e aspirazioni.

Perché entrare nella GDO da affiliato Carrefour?

Disponibilità di due formati :
. Carrefour Express (minimo 100 mq) Un punto vendita vicino alle esigenze di una spesa quotidiana e veloce a prezzi sempre convenienti
. Carrefour Market (minimo 400 mq) Un supermercato più grande con un assortimento completo di prodotti e tante offerte promozionali

L’affigliazione di consente di avare:

- Un legame forte e stabile con i partner
- Agevolazioni finanziarie per la fase d'avvio
- Fornitura del locale già pronto per la vendita
- Condivisione di strategie, obiettivi e criteri gestionali
- Assistenza per tutta la durata del contratto
- Formazione e
- Aggiornamenti periodici
- Supporto commerciale e logistico
- Marketing a livello locale e nazionale

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stampa Email

CHI PAGA IL CONTROLLO DELLA CALDAIA

Controllo della caldaia: quando bisogna farlo

La legge prevede l’obbligo del controllo della caldaia a seconda della periodicità indicata nel libretto di istruzioni. Non c’è, quindi, una cadenza precisa come c’è, invece, per quanto riguarda il controllo dei fumi cioè quello relativo all’efficienza energetica, da eseguire ogni 2 o 4 anni a seconda dell’impianto.

La manutenzione va fatta da un tecnico abilitato, poiché deve essere eseguita a regola d’arte. Spetta a lui far sapere al cliente per iscritto ogni quanto va fatto l’intervento a seconda delle caratteristiche della caldaia.

Mediamente, il controllo della caldaia costa dagli 80 ai 100 euro.

Le spese riguardanti la caldaia a carico del proprietario sono quelle legate all’installazione, la sostituzione e la manutenzione straordinaria dell’impianto e, nello specifico:

installazione della caldaia; sostituzione della caldaia; adeguamento della caldaia alle norme di legge; manutenzione straordinaria della caldaia.

Le spese a carico dell’inquilino sono quelle che riguardano la manutenzione ordinaria e, nello specifico:

manutenzione ordinaria della caldaia e controllo dei fumi; pulizia della caldaia per accensione e messa a riposo; pagamento delle tasse; aggiornamento del libretto e controllo periodico; pagamento dell’addetto al controllo; spese per la fornitura di calore (combustibile, acqua, elettricità)

Letto su laleggepertutti.it

Stampa Email

ABUSIVISMO

Niente residenza né utenze a chi occupa un immobile abusivamente.

Il DL 47/2014, cosiddetto Piano Casa, ha introdotto un’importante novità nella lotta contro l’abusivismo, prescrivendo che "chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza nè l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge". In precedenza, infatti, gli abusivi potevano ottenere la residenza nell’immobile detenuto senza titolo pur in presenza di un procedimento penale. Dal 2014 è dunque necessaria, quando si fa richiesta di residenza, allegare la documentazione che attesti il titolo di occupazione legittima di un alloggio.

Stampa Email

NON SI PAGA IMU E TASI

Se l’immobile è occupato abusivamente, il proprietario è esentato dal versamento di Imu e Tasi.

Per il proprietario di un immobile occupato abusivamente è prevista l’esenzione dalle tasse sulla casa Imu e Tasi. Il chiarimento arriva dalla Commissione tributaria provinciale di Roma, in seguito a due casi di ricorso sostenuti da una società che si era vista contestare dal Comune della Capitale la fondatezza della domanda di restituzione delle due imposte indebitamente versate.

Con le sentenze n. 25506 del 20 novembre 2017 e 26532 del 7 dicembre 2017, la Commissione stabilisce che il proprietario di un immobile occupato in maniera abusiva non deve corrispondere l’Imposta Municipale Unica e la Tassa sui servizi indivisibili, dal momento che si trova nella condizione di non poter disporre dell'effettivo possesso dell'immobile, presupposto impositivo fondamentale richiesto per entrambe le imposte ai sensi della L. 147/2013, art. 1 co. 669 istitutiva dell’IUC (Imposta Unica Comunale, composta anche dalla Tasi).

Nel primo caso (sentenza n. 25506 del 20 novembre 2017) i giudici hanno accolto il ricorso della società che si era vista negare il rimborso della Tasi dal Comune di Roma, dovuta per la proprietà di un immobile occupato abusivamente da soggetti che vi si erano stabiliti senza il consenso della società proprietaria, ma con la residenza certificata dal Comune stesso nonostante le numerose denunce sporte nel tempo e l’esistenza di un decreto giudiziario di sequestro. Il ricorso era motivato, dunque, dalla mancanza del presupposto impositivo per il suo versamento, ovvero il possesso o la detenzione dell’immobile. Secondo il Comune l'imposta andava invece pagata perché, nonostante l'occupazione abusiva, la proprietaria conservava il possesso dell'immobile. La Commissione, accogliendo il ricorso, ha chiarito la necessità che “il possessore (o il detentore) abbia la possibilità di ripristinare il rapporto materiale con la cosa quando lo voglia, con la conseguenza che qualora tale possibilità non risulti, il solo elemento intenzionale non è sufficiente per la conservazione del possesso (o della detenzione), che si perde nel momento in cui è venuta meno l’effettiva disponibilità del bene”.

Il secondo caso (sentenza n. 26532 del 7 dicembre 2017) si riferisce al versamento dell’Imposta Municipale Unica. La Commissione, come nel caso precedente, osserva che il presupposto dell’imposta è il possesso del bene, tanto che l’Imu dovuta è commisurata al periodo di possesso; nel caso in esame la società è proprietaria dell’immobile, ma non ne detiene il possesso in quanto illegittimamente occupato da terzi.

Il Comune dovrà pertanto rimborsare le somme già versate, anche al fine di rispettare i principi di eguaglianza e di capacità contributiva che, altrimenti, risulterebbero violati.

articolo letto su blogaffitto.it

Stampa Email