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AFFITTARE CONVIENE SEMPRE

La prima cosa da fare per chi ha questo dubbio è tranquillizzarlo sulla convenienza dell’affitto. E per farlo partiamo sempre da dati oggettivi.
Congiuntura “astrale” favorevole:

Il mercato immobiliare presenta 3 condizioni particolarmente favorevoli per gli investitori:
• valori delle case ridotti del 20-30%
• Tassi sui mutui ai minimi storici
• canoni degli affitti che tornano a salire, complice soprattutto l’aumento di richieste per soggiorni di breve periodo.

A questo si unisce una quanrta cvondizione: le scarse alternative.
Un’altra condizione favorevole per pensare di investire nel mattone, infatti, è data dalla bassa redditività che offrono oggi i mercati finanziari, non offrendo, di fatto, una valida alternativa all’investimento immobiliare.

Detto quindi che ho investito nel mattone e ho un bene da mettere in affitto, come lo affitto?
Il dilemma attuale più che mai è: lo affitto con un contratto a lungo termine o con i tanto idi moda affitti brevi?

Contratto tradizionale: 5 benefici per il proprietario:

1. Certezza del canone per l’intero anno: una delle incertezze legate all’affitto breve è quella dell’occupazione, ovvero se si riesce ad occupare la casa per l’intero periodo o se ci saranno giorni, settimane o addirittura mesi in cui la casa rimarrà senza ospiti.
2. Spese condominiali e tasi a carico dell’inquilino: se c’è un inquilino che vive stabilmente nella casa le spese condominiali, così come la tassa sui rifiuti (solitamente per contratti di durata superiore a sei mesi) sono a carico dell’inquilino stesso. Queste spese, quindi, che altrimenti rimarrebbero a carico della proprietà, vengono sostenute dall’intestatario del contratto, lasciando il canone percepito come reddito al netto di tali spese.
3. Utenze intestate e a carico dell’inquilino: stesso discorso vale per le spese di luce, acqua, gas, canone Rai, insomma tutte le utenze che, nella maggior parte dei contratti a lunga durata, sono intestate direttamente all’inquilino, delegando di fatto a questi l’onere del pagamento. Anche per questo aspetto il canone versato mensilmente dall’inquilino è netto, da questa cifra non si dovranno scalare tali spese.
4. Agevolazione Imu per residenza inquilino: la maggior parte dei comuni italiani prevede un’aliquota Imu agevolata per i proprietari che affittano l’immobile con un contratto abitativo residenziale, meglio se concordato, ad un inquilino che lo utilizza come abitazione principale, ovvero vi prende la residenza (condizione essenziale affinché il proprietario possa usufruire dello sconto). Parliamo spesso di un risparmio consistente, mediamente un -25%.
5. Possibilità di una minore pressione fiscale: prendendo in considerazione di affittare l’alloggio con un contratto a lungo termine, potrò sicuramente valutare a convenienza del contratto a canone concordato. In questo caso potrò applicare la cedolare secca al 10%, contro il 21% previsto sui contratti brevi. Un modo per ridurre, indubbiamente, il prelievo fiscale sul reddito percepito e garantire un rendimento.

i 5 plus di un affitto breve:
1. Evitare i rischi normalmente connessi ai tradizionali contratti di locazione: il pagamento avviene di solito in anticipo. La morosità dovrebbe essere scongiurata. E la morosità,. Sappiamo bene, è il rischio principale che scoraggia spesso molti proprietari a mettere a reddito il proprio immobile. Un rischio di morosità che si allarga anche alle spese condominiali, ad esempio, che per affitti brevi verrebbero in ogni caso pagate dal proprietario e in qualche modo incluse nella cifra totale richiesta.
2. La velocità con cui posso ritornare in possesso del bene: impegnarsi per pochi giorni vuol dire poter facilmente cambiare idea. Se la casa dovesse poi servire per scopi personali non devo preoccuparmi del rispetto del contratto in essere e posso quindi nel giro di poco disporne per altre necessità. In un contratto tradizionale il proprietario può dare disdetta solo in occasione delle scadenze contrattuali e nel caso della prima scadenza (per esempio i primi 4 anni) solo per uno dei motivi previsti espressamente dalla legge.
3. I guadagni.. punto cruciale, diremo! Affittando con contratti brevi si può raggiungere un guadagno che supera in media di 10/15% i canoni di affitto richiesti sul mercato per contratti a lungo termine. Considerando ad esempio un bilocale a Firenze che in media in una zona centrale può arrivare a costare in media sui 720 euro con garage, potrebbe essere affittato giornalmente sui 100 euro e più a seconda della stagione e del numero di posti letto esatto. Con incognita di capienza e guadagno netto visto sopra.
4. Strategia/Lungimiranza: per chi è sta cercando di vendere la casa, l’affitto breve risulta una soluzione utile e redditizia. I tempi di attesa per riuscire a vendere un immobile sono ben oltre i sei mesi, un tempo in cui si può mettere a frutto il bene e continuare a guadagnare. Magari il futuro proprietario potrebbe essere invogliato proprio da questo business e decidere di comprare per metterlo a suo volta a reddito con i canali già avviati.
5. Maggiore spensieratezza: valutando di far gestire l’affitto a professionisti del settore, il proprietario potrebbe godere dei bonifici ricevuti periodicamente, senza conoscere gli inquilini a cui la casa viene concessa, né occuparsi direttamente del pagamento della provvigione, concordando un forfait che verrà direttamente trattenuto spesso dai canoni percepiti. Non dovrà neanche gestire richieste di varie riparazioni, ammodernamenti e migliorie che un inquilino che si ferma solo qualche giorno non potrà neanche avere il tempo di concepire.

Fonte: blogaffitto

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