AFFITTI BREVI - DECRETO SICUREZZA

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Il decreto Sicurezza non introduce una disposizione nuova, ma fornisce un’interpretazione autentica del decreto che ha esteso la platea dei destinatari delle disposizioni del Tulps (Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza ) 
Prima del chiarimento, l’unico obbligo nei confronti dell’autorità di pubblica sicurezza al quale si ritenevano sottoposti i locatori degli affitti brevi (o i comodatari) era la comunicazione dei dati degli inquilini extracomunitari, entro quarantotto ore dalle consegna dell’immobile.

Per quanto riguarda gli affitti ed i comodati superiori a 30 giorni, per i quali è obbligatoria la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, invece, dal 2012 l’obbligo di comunicazione è assorbito dalla registrazione del contratto.

Prendere “sottogamba” l’obbligo di comunicare i dati degli ospiti può costare molto caro: si rischia l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sugli affitti brevi: comunicazione alla Ps, quali sono gli altri adempimenti obbligatori per chi mette a disposizione una stanza o un’abitazione per poco tempo.

Comunicazione dei dati degli ospiti alla Polizia

In base alle nuove regole previste dal decreto Sicurezza, entro le 24 ore successive all’arrivo, o immediatamente per soggiorni inferiori alle 24 ore, bisogna comunicare alla Polizia di Stato, compilando le cosiddette “schedine alloggiati“, le generalità degli ospiti, attraverso il sito «Alloggiati Web», lo stesso utilizzato dai gestori delle strutture ricettive.
Per l’operazione di invio delle “schedine alloggiati”, che è semplice e richiede pochi minuti, occorre però disporre di apposite credenziali: la procedura per ottenerle varia da provincia a provincia.

La comunicazione è obbligatoria per tutti gli affitti brevi, anche non turistici, ed anche di durata inferiore a un giorno.

Quali sono gli altri adempimenti obbligatori per gli affitti brevi?

innanzitutto, è necessario che l’immobile non sia abusivo e che sia in regola con le normative vigenti in materia di edilizia, salute e sicurezza;è inoltre indispensabile conoscere il regolamento regionale e la normativa locale in materia di affitti brevi, che varia a seconda dell’ubicazione dell’immobile;
chi affitta può scegliere tra la possibilità di offrire un affitto breve, una casa vacanze (Cav), o di aprire una struttura ricettiva, come un bed and breakfast (in quest’ultimo caso le regole sono più complesse: vedi la nostra Guida al B&B in appartamento);
in caso di affitto ad uso turistico bisogna reperire, anche nel sito del proprio Comune, la normativa da seguire per rendere la casa idonea a ospitare i turisti, con le dotazioni obbligatorie a seconda della formula prescelta;
se si decide di affittare come casa vacanze, può essere necessario dichiarare l’avvio dell’attività di casa vacanze al comune di residenza (alcuni comuni, come quello di Milano, lo richiedono): quest’operazione va svolta on-line sul portale del Suap (sportello unico attività produttive) del comune in cui è ubicato l’immobile;

bisogna inoltre comunicare i flussi ai servizi turistici della regione in cui è ubicato l’immobile: in pratica si deve inviare una dichiarazione in cui si indica quanti ospiti hanno soggiornato presso l’abitazione, ed il loro Paese di provenienza;a seconda alla della città in cui è ubicato l’immobile, è necessario riscuotere la tassa di soggiorno;  normalmente, la tassa di soggiorno viene versata al Comune una volta al mese, entro il 15 dal mese successivo a quello in cui sono stati ospitati gli interessati; quest’adempimento non è dovuto se già effettuato dall’eventuale portale web tramite il quale si affitta (in alcune città è direttamente il portale ad occuparsi di questo adempimento al momento del pagamento);bisogna infine dotarsi di: pec, firma digitale, dati catastali, pianta appartamento, polizza Rc per responsabilità verso i clienti, sistemi di sicurezza, ulteriori dotazioni obbligatorie a seconda della normativa locale.

Il contratto di affitto va registrato solo se superiore ai 30 giorni, ma, anche se non è registrato, è comunque obbligatorio pagare le imposte sul canone di locazione (se si affitta tramite intermediario, questi effettua una ritenuta d’acconto, detta Tassa Airbnb). 

Letto su laleggepertutti.it

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