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News - Approfondimenti

VIA LIBERA AL DECRETO SBLOCCA CANTIERI

decreto Sblocca-cantieri imbocca la dirittura d'arrivo. Il provvedimento dovrebbe approdare, infatti, direttamente in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, senza richiedere ulteriori passaggi in Consiglio dei ministri. Il governo ha sciolto i nodi sul provvedimento varato nei giorni scorsi salvo-intese, facendo venire meno la necessità di un nuovo Cdm e aprendo il varco alla pubblicazione in GU.

Il dl non conterrà né il numero né i nomi dei commissari che saranno indicati in un Dpcm, salvo il primo commissario che è previsto dalla norma primaria.

Oltre cento le opere, che verranno distribuite 'a pacchetto', nel senso che ogni commissario avrà il suo fascicolo di opere da seguire. Gli interventi non riguarderanno solo le grandi infrastrutture ma si focalizzeranno anche su tutta una sfilza di opere minori, dalla semplice manutenzione o interventi su bretelle e valichi.

Una quarantina quelle stradali targate Anas, tra le quali il completamento della Sassari-Olbia in Sardegna, la variante Colonno-Griante in Lombardia, il completamente della tangenziale di Gela e sull'Adriatica l'adeguamento del tratto San Severo-Foggia.

Circa 30 le opere ferroviarie di Rfi, tra le quali il raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova, il potenziamento della Lamezia-Catanzaro per un valore complessivo di opere coinvolte intorno ai 14 miliardi.

Stime alla mano il maxi-piano dovrebbe attivare un indotto del valore di almeno 10 mld, solo per Anas e Rfi l'accelerazione degli investimenti attesa sarebbe 3-4 mld nel 2019.

letto su monitorimmobiliare.it

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RIFORMA PROFESSIONI AGENTI IMMOBILIARI

L'imminente entrata in vigore della legge europea sugli agenti immobiliari costituisce una vera e propria riforma professionale. La legge, che sarà approvata in terza lettura al Senato entro fine mese, porterà una serie di innovazioni e opportunità per la categoria. Gli scenari che si apriranno grazie a questa rivoluzione sono stati al centro di un convegno sulla riforma della professione di agente immobiliare, promosso in Assolombarda - Confindustria a Milano da Fiaip  Lombardia.

Ad analizzare tutte le nuove opportunità che si aprono sul mercato, di fronte ad una platea attenta e affollatissima sono stati il Presidente di Fiaip Lombardia Ezio Sangiovanni Gelmini e il Vice Presidente Marco Grumetti, insieme agli altri relatori.

Fiaip ha offerto un giudizio positivo sulla nuova legge europea 2018, che di fatto farà nascere le cosiddette agenzie multidisciplinari. Il presidente nazionale Gian Battista Baccarini ha evidenziato le nuove opportunità per quelle agenzie immobiliari che le vorranno cogliere, sia in termini di aumento della gamma dei servizi offerti dalle agenzie a favore della clientela, si in termini di aumento di fatturato, grazie a operazioni sinergiche sia interne che esterne.
Attraverso la nuova legge l'agenzia immobiliare potrà essere posta al centro della filiera. Ci saranno aspetti positivi non solo per la categoria, ma anche per i cittadini consumatori.

Le agenzie immobiliari nel nuovo scenario diventeranno delle vere e proprie imprese multiservizi e multidisciplinari. Ad esempio potranno gestire i servizi legati alla gestione della locazione, come quella breve, sarà possibile la gestione di interventi di manutenzione ordinaria sull'appartamento, ed avendone i requisiti necessari, l'agente immobiliare potrà fare consulenza del credito e collaborare con le società di mediazione creditizia. Saranno mantenute le competenze specifiche delle diverse professionalità, ma dalla nuova legge europea nascono opportunità di integrazione e collaborazione.

Le interviste
Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip: ”La nuova legge determinerà una serie di opportunità per le agenzie che vorranno coglierle, sia in termini di aumento di servizi che potranno essere erogati al cittadino, soddisfando le loro esigenze e quindi le esigenze del mercato, ma anche un aumento del fatturato per le nostre agenzie. Questo attraverso collaborazioni interne o esterne. Nasce l’era dell’agenzia multidisciplinare, in cui il cliente ha un unico interlocutore che oltre a erogare un servizio tradizionale, trova una serie di servizi che oggi l’utente desidera, come per esempio la gestione in forma imprenditoriale delle attività correlate alle locazioni, sa brevi che ordinarie, o consulenza del credito, amministrazione condominiale e altre attività connesse all’immobile”.

Angelo Deiana, presidente Confassociazioni: ”Questo è un mondo in cui le più grandi aziende a livello globale sono strutturate a rete. Bisogna capire che le competenze verticali saranno sempre un vantaggio competitivo, soprattutto in un’era in cui le macchine sostituiranno le nostre attività ordinarie. Ma è altrettanto vero che la capacità di prendere queste competenze e metterle in rete con altri soggetti crea vantaggi per ognuno dei soggetti coinvolti. Questo nucleo di competenze sarà così in grado di produrre un vantaggio competitivo attraverso il one-stop-shop: un solo punto vendita in cui trovare molti servizi, un elemento di soddisfazione per il cliente e maggiore guadagno per l’agente immobiliare. Il patrimonio immobiliare degli italiani è grandissimo. Il tema fondamentale è che per mettere a reddito gli immobili, per rendere il mercato più fluido, questa riflessione sulla rete crea un vantaggio competitivo per il rilancio del Paese”.

Marco Grumetti, vice presidente FIAIP Lombardia: “Si tratta di un’apertura alle nuove professioni. Di fatto la nostra professione con l’avvento di questa riforma potrà offrire l’opportunità a tutti gli agenti immobiliari di svolgere la propria attività su più livelli di professionalità. Fra questi l’estensione ai mutui, alle ristrutturazioni e altri progetti nella filiera immobiliare, che permetteranno agli agenti di incrementare il loro business, accrescendo l’offerta della propria agenzia”.

letto su monitorimmobiliare.it

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RISPARMIO ENERGETICO: COME AVERE UNA CASA PIÙ EFFICIENTE?

Quello dell’efficienza è un concetto spesso utilizzato quando si parla di abitazioni: il riferimento è soprattutto all’efficientamento energetico, processo attraverso il quale si cerca di ottimizzare la conservazione dell’energia tra le pareti della casa. In altre parole, isolare nel miglior modo possibile l’ambiente rispetto all’esterno, in modo da evitare sprechi e soprattutto inutili costi in bolletta.

Oltre a rendere il nostro appartamento più confortevole e a basso consumo, i lavori di efficientamento energetico permettono di usufruire dell’ecobonus, grazie al quale si può detrarre dalle tasse una parte dei costi sostenuti. Ma quali sono gli interventi da realizzare per migliorare l’efficienza energetica di un immobile? Innanzitutto, si può intervenire sull’involucro edilizio, la parte dell’edificio a contatto con l’esterno, isolando dal punto di vista termico la struttura e prevenendo eventuali dispersioni di calore.

Nello specifico si può applicare il cosiddetto “cappotto”, un sistema di isolamento per facciate che consiste in pannelli isolanti prefabbricati che vengono applicati sulla parete esterna tramite incollaggio o con un ulteriore fissaggio meccanico con tasselli. Un’alternativa per provvedere all’isolamento termico è la facciata ventilata, sistema di pareti perimetrali distanziato dal muro dell’edificio tramite un’intercapedine d’aria che crea l’effetto “camino naturale”. Ci sono poi i pannelli termoisolanti, ideali per i condomìni: questi permettono di coibentare le superfici confinanti con locali non riscaldati, come ad esempio il vano scale, o tra diverse unità immobiliari. Se invece si cercano interventi meno invasivi, l’ideale è l’intonaco termoisolante, che permette di migliorare l’isolamento termico delle pareti.

di Giovanni Marrucci


LETTO SU IMMOBILIARE.IT

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BUROGRAZIA VERO MACIGNO CHE BLOCCA IL PAESE

Gabriele Buia, presidente di ANCE è intervenuto al 5° Convegno nazionale SI&A dal titolo "Sismabonus - Rilanciare il mondo delle costruzioni. Rigenerare e recuperare le periferie", svoltosi il 28 marzo a Bari.
Nel corso del suo intervento Buia si è soffermato su diverse tematiche, dalla burocrazia alla rigenerazione urbana, passando per le infinite tempistiche per lo sviluppo di opere edili.
Buia ha dichiarato: " La burocrazia è il vero macigno che blocca il Paese, tenendo in ostaggio l’avvio delle opere pubbliche e gli interventi di trasformazione e rigenerazione delle città.
Una piaga che ha costi altissimi per le imprese: 7,6% l’incidenza dei costi burocratici sul fatturato medio delle aziende, per un totale di oltre 11 miliardi di euro. 
Burocrazia significa anche più corruzione: si stima che l’83% dello spreco del denaro pubblico sia il risultato delle inefficienze dell’apparato burocratico.
L'eccessiva produzione normativa (67,2%) e continuo cambiamento delle norme (57,9%) 
sono, di fatto, le principali cause che impediscono alle risorse stanziate di trasformarsi in opere pubbliche. 
Conseguenza diretta di ciò sono i tempi biblici necessari a realizzare un’infrastruttura: 3 anni se l’opera è inferiore a 100mila euro, più di 15 se supera i 100 milioni di euro.Tempi che potrebbero essere dimezzati, perché per oltre la metà (54%) vanno in fumo a causa di incrostazioni normative, procedure lente e farraginose, sovrapposizioni di competenze".

articolo letto su "Il quotidiano immobiliare"

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BUROGRAZIA VERO MACIGNO CHE BLOCCA IL PAESE

Gabriele Buia, presidente di ANCE è intervenuto al 5° Convegno nazionale SI&A dal titolo "Sismabonus - Rilanciare il mondo delle costruzioni. Rigenerare e recuperare le periferie", svoltosi il 28 marzo a Bari.
Nel corso del suo intervento Buia si è soffermato su diverse tematiche, dalla burocrazia alla rigenerazione urbana, passando per le infinite tempistiche per lo sviluppo di opere edili.
Buia ha dichiarato: " La burocrazia è il vero macigno che blocca il Paese, tenendo in ostaggio l’avvio delle opere pubbliche e gli interventi di trasformazione e rigenerazione delle città.
Una piaga che ha costi altissimi per le imprese: 7,6% l’incidenza dei costi burocratici sul fatturato medio delle aziende, per un totale di oltre 11 miliardi di euro. 
Burocrazia significa anche più corruzione: si stima che l’83% dello spreco del denaro pubblico sia il risultato delle inefficienze dell’apparato burocratico.
L'eccessiva produzione normativa (67,2%) e continuo cambiamento delle norme (57,9%) 
sono, di fatto, le principali cause che impediscono alle risorse stanziate di trasformarsi in opere pubbliche. 
Conseguenza diretta di ciò sono i tempi biblici necessari a realizzare un’infrastruttura: 3 anni se l’opera è inferiore a 100mila euro, più di 15 se supera i 100 milioni di euro.Tempi che potrebbero essere dimezzati, perché per oltre la metà (54%) vanno in fumo a causa di incrostazioni normative, procedure lente e farraginose, sovrapposizioni di competenze".

articolo letto su "Il quotidiano immobiliare"

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