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MUTUI - REPORT 2018 -

Il 2018 è stato un anno positivo per i mutui, con tassi su valori bassi e tutti i principali indicatori in crescita. Questo il quadro complessivo emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, ha tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso.

Il primo dato è quello relativo alle somme richieste, che nel 2018 sono aumentate. Gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse. Il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017).

Leggermente maggiore l’età media dei richiedenti, passata da 40 a 41 anni, mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni).

Dal punto di vista dei tassi gran parte del 2018 è stato caratterizzato da un livello basso degli indici, sia fissi che variabili, condizione garantita dalla sostanziale stabilità di EURIRS ed EURIBOR.

A partire dal mese di ottobre, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread con incrementi nell’ordine dei 20 punti base.

Anche i nuovi mutui erogati a tasso variabile, in alcuni casi, hanno visto un lieve rialzo degli spread bancari applicati, ma su queste operazioni di finanziamento l’incremento è stato più limitato e, quando presente, comunque inferiore ai 10 punti base.

Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019. Durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base, gli spread applicati ancora una volta ai nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’EURIRS. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche per il 2018 il tasso fisso si conferma re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017). Interessante notare, inoltre, come nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richiedenti mutuo a tasso fisso sia ulteriormente salita, sfondando il muro dell’80% e raggiungendo il suo picco a novembre (87%). Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste. Dai dati raccolti da Facile.it emerge che circa un mutuo su quattro (sia considerando i richiesti, sia gli erogati) erano legati a questa finalità, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27%). Il dato più significativo emerge analizzando i valori relativi alle richieste degli ultimi mesi dello scorso anno, caratterizzati da un calo sensibile delle surroghe. A novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

letto su monitorimmobiliare.it

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